Scontro Lega-FdI, Conte: «Un altro post di Prima i Trevigiani e sono fuori»
Le segreterie provano a ricucire lo strappo dopo le esternazioni social di Prima i Trevigiani. Coin: «Fratelli faccia chiarezza». Freda: «Sostegno alla giunta». Il sindaco: «Non sono estranei a FdI, scelgano con chi stare»

Tregua in maggioranza, dopo il confronto del sindaco Mario Conte con il coordinatore regionale di FdI Raffaele Speranzon e con le sue assessore Rosanna Vettoretti e Gloria Sernagitto. «Ma al prossimo post di Prima i Trevigiani FdI è automaticamente in minoranza», dice il sindaco.
Le segreterie di Lega e Fratelli d’Italia hanno ricomposto la frattura nata dal basso, e non dettata, questa volta, da chi quei partiti li guida. Anzi. I mal di pancia di Dimitri Coin, segretario della Lega, e Raffaele Freda, presidente dei meloniani trevigiani, per la piega che aveva preso lo scontro sono evidenti.
L’ultimatum
Conte non è convinto dalla presa distanza di Freda: «Non ci trova d’accordo il fatto che Prima i Trevigiani sia estraneo a Fratelli d’Italia». E per questo mercoledì 16 settembre è stato rassicurato anche dal coordinato regionale Raffaele Speranzon, «mi ha assicurato il sostegno del partito».
Ma il sindaco nel confronto con le assessore ha voluto ribadire che non accetterà altri attacchi. «Bisogna scegliere se stare in maggioranza o stare all’opposizione. Chi sta in maggioranza deve lavorare per il bene dei cittadini che non significa non evidenziare i problemi, ma significa farlo nel modo corretto. Fratelli d’Italia non ha mai mancato un voto in consiglio, la coalizione è forte, ma dobbiamo essere più coerenti nei comportamenti. Condivido la riflessione dei consiglieri (che ha pare nata tra Ca’ Sugana e i 300 e non condivisa con i vertici leghisti ndr) che chiedono responsabilità degli alleati. Certe situazioni non sono più tollerabili», ha concluso Conte.
La pace fragile
Ma dentro a FdI si va a due velocità. Se Freda ha provato subito a spegnere il fuoco; mercoledì sera Crea ha provato a riaccenderlo. «Non è lesa maestà evidenziare una situazione che incide negativamente sulla vita dei cittadini. Non credo che far parte della maggioranza significhi nascondere la polvere sotto alla tappeto. La segnalazione non nasce da una strumentalizzazione politica, ma da una situazione grave e un’interlocuzione difettosa», sono state le sue parole.
Come a dire: se non si viene ascoltati, poi si usano le maniere forti. Non esattamente toni da alleati. E anche la note firmata da Campion, che guida i Prima i Trevigiani non è conciliante. «Devo dire che fa quasi sorridere essere richiamati all'ordine per aver segnalato un problema reale. Come comitato abbiamo il diritto, e direi il dovere, di dire che la situazione in città sta peggiorando. Non è una nostra invenzione», dice Campion (Prima i Trevigiani).
«Se il sindaco o i gruppi leghisti vogliono un dialogo possono chiamarci. Non dobbiamo rendere conto a nessun gruppo consiliare e non sappiamo perché una nostra esternazione dovrebbe mettere in discussione gli assessori di FdI». E se questa è la linea di Campion, ovvero non rendere conto a nessun gruppo consiliare, è solo questione di tempo prima del prossimo post.
Ciamini e Gola in bilico
La duplice giacca indossata da Alberto Ciamini e Jennipher Gola resta una spada di Damocle. Ieri non hanno voluto prendere le distanze da Prima i trevigiani. E per capire quanto organici siano al comitato guidato da Campion è sufficiente scorrere la pagina Facebook, dove Ciamini e Gola sono presentati “come i nostri candidati consiglieri” e anzi solo il 5 giugno veniva postata una denuncia dello stesso Ciamini per un episodio di violenza in città. Senza una presa di distanza la tregua siglata rischia di essere solo temporanea. Anche la difesa di Guido Bertolazzi, capogruppo di FdI ai 300, punta sulla separazione tra il comitato e il partito.
«Non c’è alcun motivo da parte nostra di commentare le esternazioni di un comitato autonomo e tanto meno si può mettere in discussione l’alleanza di governo sulla base di tali dichiarazioni. Auspico la richiesta dei colleghi di maggioranza rientri».
Coin chiede chiarezza
Dimitri Coin a chiede trasparenza, «FdI faccia chiarezza sul suo gruppo. Ci dicano qual ’è la posizione di Prima i Trevigiani, e dei consiglieri che ne fanno parte», sono le parole del coordinatore della Lega. L’aria a Ca’ Sugana dunque resta pesante. Sul sfondo poi ci sono i vannacciani. Qualcuno comincia ad interpretare le prese di posizione di Prima i Trevigiani - che nel post parlava di remigrazione - anche come un riposizionamento verso il generale. Campion, se come sostiene Freda “scagiona” Conte, di sicuro non scagiona il governo.
«Continuiamo a sentire che gli strumenti ci sono: zone rosse, presidi, protocolli di prevenzione. Ci fa piacere che esistano sulla carta», ha detto. «Il punto è che gli stessi episodi di spaccio, degrado e violenza che denunciamo continuano a verificarsi, spesso a pochi metri da dove questi strumenti dovrebbero essere in funzione. Se essi vengono applicati ma la situazione non cambia, la domanda che i cittadini si pongono è semplice: perché? Non è un attacco al sindaco, è la constatazione di un'impotenza nei fatti», ha ribadito.
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