Corre 140 km in bici dopo la leucemia: «Non mi fermo qui»

A 25 anni Devis Gava è tornato in sella dopo leucemia, trapianto di midollo e protesi a anche e ginocchio. Oggi pedala sulle Dolomiti e fa il testimonial Admo: «Il 14 settembre è il mio secondo compleanno»

Diego Bortolotto
Devis Gava
Devis Gava

Centoquaranta chilometri in bicicletta, dopo anni in cui anche camminare era diventato difficile. Devis Gava, 25 anni, di San Fior, li ha percorsi quando è tornato in sella dopo la leucemia, le cure, le protesi a entrambe le anche e al ginocchio.

«Mai avrei pensato di arrivare a fare anche qualche passo dolomitico», racconta. E invece oggi guarda avanti: «Non mi fermo qui». La bicicletta è diventata così il simbolo concreto della sua rinascita. Ora le ricorrenze per Devis sono due: dieci anni dalla diagnosi di leucemia linfoblastica e cinque dal 14 settembre 2021, il giorno del trapianto di midollo osseo. «Quello è il mio secondo compleanno», dice Gava, impiegato tecnico in E-Distribuzione e volontario nelle associazioni del paese.

Una vita che è tornata a riempirsi di impegni, passioni e soprattutto movimento, dopo anni tra ospedali, terapie e riabilitazione. «La malattia ti costringe a stare a letto e a fare i minimi movimenti della vita quotidiana», ricorda. Poi sono arrivati gli effetti collaterali delle cure: «Mi hanno costretto anche a ricorrere alle protesi di anche e ginocchio. Adesso posso finalmente concedermi di vivere un po’ tutto quello che avevo messo da parte». La prima uscita in bicicletta è arrivata quasi per caso, fino ai 140 chilometri e alle salite dolomitiche.

«Ho ripreso in mano la bici in primavera, quasi per scherzo. Poi è venuta la voglia di aumentare ogni volta qualche chilometro», spiega Devis. «Sono esperienze che mai avrei pensato di poter vivere». La sua storia, però, non è soltanto personale. Devis Gava continua a fare da testimonial per Admo. «Lo faccio per una ragione molto semplice: far conoscere alle persone quello che fa Admo e trovare qualcuno che domani possa essere il salvatore di una vita, come quel 14 settembre 2021 lo è stato per me».

Il 3 ottobre, nel pomeriggio, al Centro culturale di Mareno ci sarà la possibilità di iscriversi al registro dei potenziali donatori. Età dai 18 ai 35 anni, peso di almeno 50 chili ed essere in buona salute: non serve altro. «Se sono qui è grazie al lavoro e alle competenze di tutte le persone che ho incontrato, ma anche alla mia forza, alla determinazione e al sorriso che ho cercato di mantenere anche nei momenti più brutti», racconta Devis. A chi sta affrontando un percorso simile vuole lasciare un messaggio: «Bisogna essere determinati e avere sempre la grinta di vivere, anche quando si è appesi a un filo di speranza. La svolta può arrivare quando meno te lo aspetti».

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