Professore muore dopo il malore in un parcheggio, la denuncia: «Facevano video anzichè aiutare»
Il 57enne si era sentito male nel park dell’ospedale, il decesso poco dopo al Ca’ Foncello. Lutto all’istituto Lepido Rocco dove insegnava da 20 anni, il ricordo di uno studente: «È difficile trovare le parole. Ho passato quattro anni con lui e posso dire che è stato uno dei migliori professori che io abbia mai avuto»

Un malore improvviso, i soccorsi e poi il trasferimento in elicottero all’ospedale di Treviso, dove è deceduto poco dopo. Una sorta di morte in diretta, quella di Alberto Bressan, 57 anni, residente a Oderzo, docente dell’Istituto Lepido Rocco di Motta di Livenza, filmata da alcuni testimoni che anziché prestare aiuto, hanno preferito riprendere la scena con il telefonino.
Il fatto
È accaduto martedì 15 settembre. Bressan si trovava nel parcheggio dell’ospedale di Oderzo, in via Luzzatti, dove ha improvvisamente accusato un malore. L’allarme è scattato immediatamente e sul posto è arrivata un’ambulanza con il personale sanitario, che ha iniziato le manovre di rianimazione. Vista la gravità delle sue condizioni, è stato disposto il trasferimento in elicottero all’ospedale Ca’ Foncello di Treviso.
Nonostante i tentativi di salvarlo, per l’uomo non c’è stato nulla da fare. A suscitare particolare sdegno, tuttavia, è stato il comportamento di alcuni presenti: comportamento stigmatizzato da una testimone che ha consegnato a un gruppo social la sua denuncia: «filmavano con i cellulari anziché preoccuparsi di aiutare». Un episodio che ha generato numerose polemiche nella comunità.
Il cordoglio
Mercoledì 16 settembre all’Istituto Lepido Rocco di Motta di Livenza la notizia della scomparsa di Bressan ha suscitato un grande sgomento sia tra i colleghi che tra gli studenti. Insegnava da vent’anni all’istituto professionale ed era un punto di riferimento dell’indirizzo automazione e robotica. «La sua scomparsa è stata un fulmine a ciel sereno, siamo rimasti con il cuore spezzato», ha raccontato il dirigente scolastico Alberto Visentin.
«Oltre al rapporto professionale, eravamo molto legati anche al di fuori del mondo accademico». Bressan era stato a scuola fino al giorno precedente alla sua scomparsa. «Siamo molto addolorati», ha aggiunto il dirigente. «La scuola ha scelto di dedicare anche un momento di riflessione agli studenti per affrontare una notizia tanto improvvisa quanto difficile da elaborare».
A ricordarlo è anche un suo alunno che, negli anni, ha avuto modo di conoscerlo e imparare ciò che lui gli ha trasmesso. «È difficile trovare le parole. Ho passato quattro anni con lui e posso dire che è stato uno dei migliori professori che io abbia mai avuto», ha ricordato. «Se oggi sono la persona che sono, lo devo soprattutto a lui e a tutto quello che mi ha insegnato». Un ricordo legato anche alla sua grande passione per la robotica. «Era una persona veramente buona e dal cuore grande: cercava sempre di darci una mano e di farci fare dei progetti per provare a costruire dei robot. Per lui era una passione», ha concluso.
Alberto Bressan lascia la moglie Concetta e i figli Samuele e Tommaso. I funerali saranno celebrati sabato 19 settembre alle 15 nel Duomo di Oderzo. Il rosario sarà invece recitato venerdì 18 alle 19, sempre in Duomo.
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