Freddo nelle scuole a Treviso, la Provincia si scusa ma si dice pronta a chiedere i danni
Il consigliere Freda: «Chiederemo conto alle ditte di manutenzione». Sant’Artemio: temperature così basse non si vedevano da anni

«Contestazioni al servizio manutentivo». La Provincia annuncia diffide alle aziende incaricate delle manutenzioni delle caldaie, ponendo l’accento anche «sugli impianti vecchi e sulle basse temperature che non si riscontravano da anni». Il consigliere provinciale Raffaele Freda, delega all’edilizia scolastica, pretende «chiarimenti».
Nel contempo, il Sant’Artemio si rammarica per i disservizi degli ultimi due giorni nelle scuole della Marca, fra caldaie fuori uso e riscaldamento zoppicante, promettendo di risolvere entro il fine settimana le situazioni più critiche (Luzzatti e Sansovino).
«L’ente si scusa con studenti e famiglie, la squadra tecnica della Provincia sta lavorando per garantire il normale rientro in classe entro lunedì», si legge nella nota. Il tutto dopo due mattine movimentate, fra lezioni in cappotto, uscite anticipate, aule svuotate, ragazzi in sciopero.
Sono state due mattine di passione anche per i tecnici delle ditte incaricate dalla Provincia, che «si stanno rafforzando con nuove squadre» per fronteggiare l’emergenza, dopo essere state messe «in crisi» da troppi disagi in contemporanea.
Le criticità nei tubi
Il Sant’Artemio riferisce di «anomalie tecniche dovute all’abbassamento repentino» e, nello specifico, evidenzia come «le basse temperature che si sono manifestate negli ultimi giorni, e che non si riscontravano da anni, hanno provocato delle criticità nei tubi dei circuiti di riscaldamento degli impianti più vecchi. Si valuterà caso per caso se riparare gli impianti, provvedere a bypass provvisori o integrare il riscaldamento con altri dispositivi».

Di certo il problema maggiore sembra riguardare l’edificio del Luzzatti a Treviso, dove ieri la caldaia è andata in tilt per il secondo giorno di fila nonostante l’intervento effettuato giovedì dai tecnici (con annesso monitoraggio).
«Stiamo agendo tempestivamente per risolvere tutte le anomalie tecniche emerse», le parole di Stefano Marcon, presidente della Provincia, «mi scuso con le comunità scolastiche, gli studenti e le famiglie per i disagi di queste ore, oltre che con i dirigenti e i docenti, ringraziando per la pazienza e la preziosa collaborazione dimostrata e assicurando che tutta la squadra tecnica della Provincia sta lavorando celermente per garantire il normale rientro in classe al massimo entro lunedì».
I disagi
Sui disagi di questi giorni, non fa giri di parole il consigliere provinciale Raffaele Freda: «Chiederemo chiarimenti alle società incaricate delle manutenzioni, comprendo il dispiacere degli studenti e dei genitori e garantisco che stiamo facendo il massimo sforzo. Una situazione del genere non si è mai verificata negli ultimi 20 anni, venerdì le criticità hanno riguardato 10 classi del Verdi di Valdobbiadene e la succursale di San Pelajo del Duca degli Abruzzi. Nel caso del Sansovino, a Oderzo, la problematica era superata, ma gli studenti hanno deciso comunque di non fare ingresso in classe».
Stando alla normativa di sicurezza, la temperatura minima in un edificio scolastico, per poter fare lezione, è pari a 18 gradi, con due di tolleranza. Nel freezer Luzzatti si registravano anche ieri mattina 13 gradi, e in numerosi altri istituti della Marca le temperature segnalate da docenti e studenti erano su quell’ordine.
Quanto ai costi per il riscaldamento, la Provincia ha previsto un contratto complessivo di servizio manutentivo e gestionale, che include riscaldamento, energia elettrica e manutenzioni: i costi variano in base ai consumi e agli interventi, ma complessivamente l’ente spende 1,6 milioni di euro l’anno per il solo riscaldamento.
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