Treviso si svuota: in centro tutto chiuso per ferie

Raffica di bar, ristoranti e negozi con le serrande chiuse. Per molti lo stop non si limita solo a questa settimana. C’è chi storce il naso coi colleghi: «L’immagine ne risente»

Maira Zamignan
Il cartello affisso sulla serranda di un negozio in centro a Treviso
Il cartello affisso sulla serranda di un negozio in centro a Treviso

In Calmaggiore il movimento tiene: nonostante il caldo, tra le vetrine restano passanti e tavolini occupati. Poi basta svoltare: in vicolo Trevisi, via Barberia, via Palestro, Sant’Agostino o piazza Pola, il centro cambia completamente faccia.

Serrande abbassate, cartelli di ferie e riaperture fissate dopo Ferragosto e, in qualche caso, direttamente a fine mese.

La città è costellata di cartelli di ferie o di orario ridotto. In vicolo Trevisi, il Malvasia si ferma dal 3 al 17 e Zep Shop dall’8 al 17 agosto; altre vetrine annunciano uno stop fino al 23 o al 25. Anche un B&b della via ha sospeso l’attività per alcuni giorni. La strada appare quasi vuota. In via Barberia, la storica Osteria dalla Gigia annuncia il ritorno martedì 18, mentre Crich Corner resta chiuso dal 3 al 24 agosto.

In piazza Pola, l’Antico Caffè è chiuso dal 10 al 17: sedie e tavolini esterni sono stati ripiegati e ritirati. In via Teatro Dolfin, l’Antica Merceria Ai Due Pomi, bottega di tessuti che risale al 1868, annuncia una pausa dal 12 al 17. In via Palestro, la Casa del Caffè riapre il 18, la Vetreria Artistica Archimede Seguso resta chiusa dall’1 al 25, l’Antica Osteria Ai Carraresi torna il 26 e la macelleria Sardi Massimo il 27. Casa del Parmigiano resta invece aperta, ma con orario estivo ridotto.

Via Sant’Agostino

Il panorama più fitto è forse quello di via Sant’Agostino. Il lavasecco, presente dal 1977, resta fermo dal 3 al 23, Favaro Ottico riapre il 25, Roger Cashmere il primo settembre, Ivo il Mio Macellaio il 18 e Tende & Dintorni il 19. Il Ristorantino Sant’Agostino si fermerà dal 16 agosto fino alla riapertura del 3 settembre. Soligo Pelletterie, invece, ad agosto chiude la domenica e il lunedì. Verso Porta Altinia, il ristorante L’Incontro riapre soltanto venerdì 28. In corso del Popolo, il Caffè del Corso Dersut osserva una pausa dal 10 al 16.

Chi non si ferma

In questo mare di chiusure c’è chi sceglie di esserci. In via Palestro, Daniela Prior tiene aperto il negozio di famiglia. Un’attività che, racconta, è nata il 19 settembre 1932. «Chiudere per ferie non è un servizio al cliente», dice.

Ma in questi giorni la clientela è quasi esclusivamente turistica: «Ad agosto lavoro solo con i turisti». Daniela vede una Treviso più vuota rispetto allo scorso anno. Per chi rimane, le serrande chiuse degli altri negozianti possono essere «un vantaggio», ma lei precisa di restare aperta, di sua volontà, per assicurare un servizio al cliente.

Le ferie, aggiunge, non sono più quelle compatte di una volta: «Sono più spezzettate». Diversa la lettura di Antonio Turcati, di Giornale & Caffè in via Teatro Dolfin, aperto anche a Ferragosto. «Siamo sempre aperti», dice. Ieri, martedì 11, nonostante il caldo, «abbiamo lavorato bene». Il problema arriva nelle ore più torride: «Il pomeriggio qua a Treviso è morto». E se per Prior la chiusura degli altri può favorire chi rimane, per Turcati «ne risentono tutti». Treviso chiusa per ferie? «Per quello che mi riguarda, no».

La città ne risente

Più sfumata è Paola Gambarotto, del negozio di calzature per bambini Banda Bassotti di via San Vito, che chiuderà soltanto lunedì 17 e martedì 18. «Il bambino ha bisogno: cambia taglia, comincia a camminare, ha bisogno delle scarpe. Per questo, ho deciso di tenere aperto».

Qualche turista cerca anche «un regalino, un pensierino» e almeno trova qualcosa di aperto. Ma la città le appare «molto più vuota» dello scorso agosto. Restare aperti mentre gli altri chiudono? «Dal lato economico sicuramente è un vantaggio, ma se osserviamo tutta la città ne risente tantissimo, perché non c’è proprio più stimolo a venirci, in centro». Il caldo detta anche gli orari: «Dalle 15.30 alle 18, la città è completamente morta». La sua immagine finale è netta: «Direi che Treviso è abbastanza chiusa per ferie, forse più degli altri anni».

Anche il turismo annaspa

Il turismo è l’altra metà del quadro. Daniela Prior, in questi giorni, lavora quasi soltanto con turisti; Gambarotto ne vede pochi e Turcati descrive una clientela mista, ma osserva che i visitatori non compensano l’assenza dei residenti.

Dopo un giugno positivo, dalla metà di luglio gli arrivi hanno rallentato; Federalberghi segnala molti meno italiani, meno stranieri e soggiorni più brevi, mentre Ascom parla di luglio chiuso in negativo e di un calo proseguito nei primi giorni d’agosto. Viene così meno, almeno in parte, quel ricambio di persone e di turisti che, negli anni scorsi, riempiva il vuoto lasciato dai trevigiani in ferie.

 

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