Treviso e Marca, la “movida” sfiora i 2 miliardi di fatturato

Quattordicesimi in Italia, aziende in calo ma sale l’occupazione: + 5,3% in 5 anni. “Rosa” un'mpresa su 3 , il 20% giovane o straniera. Introiti e indotto da 21 settori

TREVISO. La movida trevigiana? Il suo giro d’affari sfiora i 2 miliardi di euro. E la Marca si piazza al quattordicesimo posto assoluto in Italia, con 1 miliardo e 975 milioni di fatturato, più gli “spiccioli”: 411.462 euro.

E questo nonostante negli ultimi 5 anni la imprese attive nel settore siano calate dal 2 % passando da 10.034 aziende attive nel 2014 alle 9.831 del 2019 (un anno fa erano 9,855, dunque il calo negli ultimi 12 mesi è stato solo dello 0,2%).Di queste, 916 sono di giovani imprenditori (il 9%), 3.330 di donne (il 33,9%) e 1.070 di stranieri Il 10,9%)

Ma il settore tira, e la riprova arriva dai dati occupazionali. Perché negli ultimi 5 anni gli addetti nella Marca sono passati da 36.418 a 38.346 con un + 5,3%. (+3,5% nell’ultimo anno, visti i 37.058 occupati nel 2018).e La fotografia del settore arriva da uno studio nazionale diffuso ieri dalla camera di Commercio di Milano, MonzaBrianza e Lodi, che ha censito le 933 mila imprese del settore in Italia, con oltre 3 milioni di addetti.

La Marca può contare su 4.533 attività commerciali legate alla movida che hanno 14.687 addetti; 251 hotel , dove lavorano 2.500 dipendenti; 4.257 ristoranti e affini, con ben 19.225 occupati; 79 aziende nel settore cinema e produzione video, con 274 dipendenti; 126 attive nel settore dei viaggi, e 308 operatori a vario titolo; 585 imprese che ricadono fra sport e divertimento, con ben 1.352 addetti.

La ricerca contempla ben 21 tipologie di attività, a loro volta suddivise in altri 47 sotto settori. Dallo sport ai locali, dai cinema al divertimento, dalla agenzie di viaggio allo shopping più esclusivo, dall’informatica ai servizi per chi si sposta e pernotta, alle attività di somministrazione di generi alimentari, agli articoli culturali. Un mondo infinito e trasversale, che pure risente dell’evoluzione della notte de relativi templi (chiudono persino le storiche discoteche di Riccione, Rimini e della riviera romagnola; a Jesolo ne sono rimaste una manciata), ma che mostra di sapersi adeguare a reinventare assecondando i nuovi gusti (boom di cocktail , festival live, aperitivi e merchandising, e il fenomeno cucina dopo l’exploit televisivo). 
 

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