Treviso, crolla il tetto del Consorzio Agrario: bloccato mezzo Put

TREVISO. Una parte del tetto è crollata e la parete che si affaccia sull’anello del Put sta cedendo. L’ultimo crollo all’ex Consorzio Agrario, vasto immobile affacciato sul tratto di Put di viale Nino Bixio, vicino all’innesto su viale IV Novembre, è stato segnalato venerdì pomeriggio da un residente, vigili del fuoco e polizia locale hanno subito transennato la carreggiata per ragioni di sicurezza.
L’ex Consorzio si sta letteralmente sbriciolando su di sé. In particolare a destare preoccupazione è l’immobile acquisito cinque anni fa dal fondo Numeria Sgr, che già domani interverrà per la messa in sicurezza. Lo stabile affacciato sul Put all’altezza di porta Carlo Alberto negli anni scorsi ha visto crollare ampie parti del tetto, ma ora la situazione si è aggravata.
Dall’esterno, tra il primo e secondo piano, infatti sono ben visibili uno scostamento della parete e un buco sulla muratura. Notata la frattura sul perimetro da un residente, venerdì è stato lanciato l’allarme. Sul posto la polizia locale e i vigili del fuoco, che hanno verificato le condizioni dell’immobile.
«A scopo precauzionale è stato deciso di chiudere il tratto di carreggiata del Put davanti allo stabile», dice il comandante della polizia locale Andrea Gallo, «Le verifiche condotte dai vigili del fuoco hanno escluso un pericolo di crollo imminente, ma serve una messa in sicurezza. Inoltre visto che, in particolare tra domenica e lunedì, potrebbero esserci dei temporali abbiamo preferito chiudere quel tratto di carreggiata».
Vigili del fuoco e polizia locale hanno inoltre avvisato la proprietà, che già domani interverrà per evitare che lo stabile crolli sulla strada.
Non c’è comunque da star tranquilli nemmeno per quanto riguarda l’altra parte del perimetro dell’ex Consorzio Agrario ancora di proprietà della Regione Veneto. Poche settimane fa, a fine giugno, infatti, da Venezia è arrivato un incarico per la manutenzione del muro di confine con il parcheggio del primo stabile di via Alzaia. Anche in questo le condizioni di stabilità preoccupano, e costringeranno l’ente a spendere 37 mila euro per metterlo in sicurezza. Le condizioni in cui versa l’ex Consorzio Agrario riaccendono i riflettori su un’area che, nonostante la posizione strategica e la vicinanza alla città, non conosce rilancio. Il Piruea è ormai datato 2004, e in sedici anni nessuno si è fatto avanti concretamente per realizzarlo. Nei primi mesi del mandato del sindaco Mario Conte, nel 2018, la Regione Veneto aveva avanzato la proposta di cedere l’area al Comune affinché ci realizzasse un polo scolastico. Ma sarebbe stato troppo costoso per le casse comunali e non se n’è fatto niente.
Come sono andate deserte già tre aste per venderlo. Ora è ancora aperto un altro bando di vendita, che scadrà il 31 dicembre, con base d’asta a sei milioni di euro (si era partiti da otto). Il pacchetto comprende anche il piano di recupero ancora in vigore, che prevede la demolizione di 48 mila metri cubi di edifici, per costruirne 25 mila di residenziale (di cui 5 mila Erp) e 13 mila di commerciale-direzionale. Il Piruea Bixio inoltre prevedeva un parcheggio interrato, una piazza pubblica, e la sistemazione del primo tratto dell’Alzaia.
Un piano, però, che non legherebbe eccessivamente un eventuale nuovo proprietario, che a Ca’ Sugana troverebbe di certo la porta aperta per rivederlo. E più di qualcuno rilancia: ma perché non buttare giù tutto per fare un bel parcheggione multipiano tipo il Dal Negro? In due passi si entrerebbe in via Carlo Alberto, quindi in piazza Santa Maria Maggiore.
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