Barista e barbiere al lavoro, ma senza contratto: attività sospese in provincia di Treviso
Stessa sorte anche per l'azienda responsabile di un cantiere edile a Vittorio Veneto dove i carabinieri del Nil hanno riscontrato la mancanza del Piano Operativo di Sicurezza, documento fondamentale per la sicurezza dei lavoratori impiegati nel settore edile

Faceva barba e capelli ai clienti impiegando personale in nero: sospesa l'attività di un barber shop etnico a Treviso all’interno del quale i carabinieri del Nil -Nucleo Ispettorato del Lavoro - hanno identificato un cittadino extracomunitario che lavorava in modo irregolare.
I militari hanno inoltre riscontrato l'assenza del Documento di Valutazione dei Rischi essenziale per garantire la sicurezza sul luogo di lavoro.
Sospesa per motivi analoghi anche l'attività di un bar di Maser dove una donna svolgeva l'attività di barista senza un regolare contratto.
Stessa sorte anche per l'azienda responsabile di un cantiere edile a Vittorio Veneto dove i carabinieri del Nil hanno riscontrato la mancanza del Piano Operativo di Sicurezza, documento fondamentale per la sicurezza dei lavoratori impiegati nel settore edile, con la conseguente adozione di un provvedimento immediato di sospensione dell’attività imprenditoriale.
Alle tre attività sospese si sommano numerose inadempienze in materia di salute e sicurezza sui luoghi di lavoro che hanno portato alla contestazione di diversi illeciti nei confronti di 8 aziende.
Questo il bilancio dei controlli eseguiti negli ultimi mesi dell'anno scorso dai carabinieri del Nil estesi anche ad aziende del settore agricolo della Marca dove sono state riscontrate numerose violazioni sulla sicurezza, tra le quali il mancato aggiornamento del Documento di Valutazione dei Rischi, l’omessa formazione dei lavoratori sulla sicurezza e la mancata sorveglianza sanitaria nei confronti degli stessi.
Nel 2025 sono state ispezionate oltre 200 aziende ed è stata verificata la posizione lavorativa di oltre 750 dipendenti, dei quali 67 sono risultati lavorare in totale carenza previdenziale ed assicurativa e quindi “in nero”.
Le inadempienze riscontrate in materia di salute e sicurezza sui luoghi di lavoro sono risultate circa 200, in leggero calo rispetto all’anno precedente, mentre i provvedimenti di sospensione dell’attività imprenditoriale sono stati 53. Contestate complessivamente ammende e sanzioni amministrative per oltre 1.700.000 euro.
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