Ucciso a sprangate nel suo attico, il nipote di Ruoso: "Lo zio lo aveva sempre aiutato, è come se fosse stato ucciso due volte"

“Quando ho saputo che era stato Loriano è come se Mario fosse stato ucciso due volte. Mario lo ha sempre aiutato, era un collaboratore nato con la prima Telepordenone e verso il quale ha sempre avuto un occhio di riguardo. Movente di natura economica? Per me, il movente, in questo momento è l’unica cosa non chiara. E non penso neanche ad altro. Il movente non è sicuramente economico, Mario nella sua vita ha aiutato Bedin milioni di volte". Sono le parole di Alessandro Ruoso, nipote del cavaliere Mario Ruoso, assassinato nella mattinata di mercoledì 4 marzo nel suo attico di Porcia. Loriano Bedin, storico collaboratore di Ruoso, ha confessato l’omicidio. “I collaboratori di Mario mi hanno chiamato verso le 13.30, alle 14 sono andato lì e l’ho trovato. Dalla scena si capiva che non poteva essere un malessere, un malore, non poteva essere inciampato. Mi fa male, rispetto a Bedin, un’aggressione così feroce, una ferocia che non e’ spiegabile”. (intervista di Massimo Pighin)

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