Treviso, la collezione Scarpa riapre a scuole e cittadini

Il tesoro custodito in seminario ospiterà, domani e venerdì, le primarie. È il primo passo verso il definitivo rilancio del museo cittadino chiuso da anni. La campagna della Tribuna per il restauro e gli sforzi profusi dalla diocesi

Andrea De Polo
La collezione Scarpa di Treviso
La collezione Scarpa di Treviso

 

È una storia che profuma d’infanzia, fatta di leoni cacciati da un conte e scimpanzé curati in ospedale, di rettili che ricordano i dinosauri e condor che cercano di rapire una bimba ma vengono fermati dagli abitanti.

E proprio ai bambini, dopo decenni di oblio, questa modernissima arca di Noè che mescola sogno e rigore scientifico schiuderà le porte domani, 28 maggio, e venerdì.

È la collezione di storia naturale Giuseppe Scarpa, nell’antica biblioteca del seminario di Treviso, e per i prossimi due giorni, finalmente, ospiterà un’esposizione straordinaria dedicata alle quarte e quinte delle scuole primarie della città.

«Un evento unico» spiega la diocesi di Treviso, una lezione straordinaria di storia naturale «nata grazie all’attenzione che la Tribuna di Treviso ha dato al patrimonio del museo, raccontandone nelle sue pagine la storia e svelando alcuni dei pezzi più importanti».

DE WOLANSCKI. AG.FOTOFILM. TREVISO. SEMINARIO VESCOVILE S. NICOLO', MUSEO DELLA SCIENZA DELL'UOMO
DE WOLANSCKI. AG.FOTOFILM. TREVISO. SEMINARIO VESCOVILE S. NICOLO', MUSEO DELLA SCIENZA DELL'UOMO

Non basta: sabato 6 e domenica 7 giugno, grazie agli sforzi di seminario e ufficio diocesano dei beni culturali, l’esposizione sarà aperta anche alla cittadinanza (iscrizioni da diocesitv.it), con visite di una trentina di persone ogni ora di apertura. È un piccolo passo verso la riapertura definitiva, ma era il più difficile.

L’annuncio

La Tribuna si era fatta megafono della missione diocesana: riaprire le porte della più incredibile collezione di storia naturale della città, un tesoro di 5.000 pezzi donati 112 anni fa dallo studioso Giuseppe Scarpa.

Tanti trevigiani, da bambini, quei pezzi li hanno visti grazie alle visite delle scuole, che per ragioni legate alle necessità di restaurare gli spazi si sono, col tempo, interrotte. «Attualmente i lavori sono a buon punto, dopo un investimento molto importante della diocesi e del seminario, grazie ai fondi dell’8 per mille e ad un finanziamento dell’Istituto centrale per il restauro, ma mancano ancora impianti e allestimenti» spiega la diocesi, e perciò solo una parte della collezione, per ora, sarà esposta al pubblico.

I bimbi saranno accompagnati dal conservatore della Collezione Scarpa e dal direttore dell’ufficio Beni culturali, e accolti da volontari. Nell’occasione le classi, mentre attenderanno il momento della visita, ammireranno anche la Sala del Capitolo dei Domenicani, che ospita il primo ritratto di un uomo con occhiali, altro gioiello cittadino che sarà raccontato dai volontari di “Chiese aperte”.

La missione

Ma c’è ancora tanta strada da fare per riaprire l’intera collezione in pianta stabile: servono fondi, investimenti, idee. Quei barattoli sotto spirito con all’interno animali del secolo scorso, l’usanza d’altri tempi - magari in contrasto con la sensibilità di oggi, ma di profondo valore scientifico - della tassidermia all’arsenico, sono una storia che tocca corde profonde per chi è cresciuto a Treviso, e che ora finalmente torna a essere raccontata.

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