Quando l’acqua incontra la letteratura: Treviso unica finalista del Nord per diventare Capitale 2027
Audizione a Roma per diventare Capitale nel 2027. Il dossier punta su Sile, Botteniga e rete bibliotecaria: «Lettura come diritto e strumento per creare relazioni»

L’acqua che da secoli modella, accarezza e accompagna Treviso diventa, a Roma, metafora di storie. «Memorie correnti, pagine viventi» è il tema del dossier che ieri la città ha presentato durante l’audizione per Capitale del libro 2027. Un sogno sempre più concreto settimana dopo settimana. Sino ad arrivare, ieri, alla sintesi di un percorso di mesi. Orgoglio, impegno e cuore in dossier che racconta un passato di cui andare fieri – centrale è il ruolo della Biblioteca dei ragazzi fondata nel 1969 – e un futuro da pensare insieme. «Non una candidatura calata dall’alto», sottolinea il sindaco Mario Conte, «ma un percorso che parte da tutte quelle realtà che ogni giorno fanno vivere il libro e la lettura a Treviso».
Il percorso
La città d’acque, con Sile e Botteniga richiamati proprio nel dossier di candidatura, è l’unica rappresentante del Nord Italia: in finale sono arrivate infatti Chiaromonte (Potenza), Iglesias (Sulcis Iglesiente), Monreale (Palermo), Nuoro, Pomigliano d’Arco (Napoli) e Teramo. I rappresentanti delle città finaliste sono stati impegnati nei giorni scorsi a Roma, nella sede centrale del ministero della Cultura, per l’audizione di candidatura. In ballo ci sono 500.000 euro e la possibilità di accendere i riflettori non solo su una città, ma su un intero territorio e sulla sua comunità. Il dossier è stato presentato dal sindaco di Treviso Mario Conte insieme a Fabrizio Malachin, dirigente del Settore Musei-Biblioteche, Cultura-Turismo-Teatro e Paesaggio, Martina Begalli, coordinatrice per le attività biblioteconomiche e public library delle biblioteche comunali, e Maria Teresa De Gregorio, assessore alla Cultura e Turismo. La presentazione è stata introdotta da un video dedicato alla candidatura, seguito dall’illustrazione del progetto.
La metafora
Un secolare rapporto con l’acqua, la parola scritta e il libro. Queste le basi sulle quali Treviso vuole costruire il suo futuro. Il claim «richiama infatti il Sile e il Botteniga, corsi d’acqua che attraversano e definiscono Treviso e che diventano metafora delle storie e della memoria: qualcosa che scorre, mette in relazione luoghi e persone e continua a generare nuove esperienze. Lo stesso logo della candidatura rappresenta la città vista dall’alto, delimitata dalle sue acque, dalle quali nasce un libro aperto» spiega il Comune di Treviso. «Questo progetto nasce dalla comunità, da una struttura culturale solida e dalla volontà di unire e coinvolgere» ha detto Conte. «Vogliamo portare il libro fuori dagli scaffali, nei quartieri, nelle scuole, nei luoghi di cura e di incontro, facendo della lettura uno strumento capace di avvicinare le persone e costruire comunità. Essere arrivati fino a questa audizione è già il riconoscimento della qualità di un lavoro corale e della capacità di Treviso di fare squadra».
Uno degli elementi centrali della candidatura è il concetto di biblioteconomia sociale: portare libri e occasioni di lettura fuori dai luoghi tradizionali, raggiungendo scuole, musei, consultori, studi pediatrici, residenze per anziani, carceri e centri antiviolenza. «Il progetto poggia su un patrimonio già fortemente radicato nella città», continua il Comune. «Il Sistema bibliotecario urbano è composto da sei biblioteche, dalle sedi del centro storico ai presidi nei quartieri, alle quali si aggiunge la biblioteca del Museo civico di Santa Caterina. Tra queste, la storica Biblioteca “Giovanni Comisso” custodisce oltre 3.000 manoscritti posteriori al XIII secolo, 800 incunaboli, più di 600 carte geografiche e importanti fondi fotografici, musicali e foscoliani. Un ruolo centrale è svolto dalla Brat, tra le più longeve biblioteche per ragazzi d’Italia. Nel solo 2025 ha registrato 64.000 presenze e oltre 56.000 prestiti, con 150 eventi dedicati a bambini e famiglie e 200 classi in visita».
«Al centro le persone»
«Abbiamo costruito un progetto che mette al centro le persone e considera la lettura un diritto, un’opportunità di conoscenza e uno strumento per creare relazioni», afferma l’assessore alla Cultura Maria Teresa De Gregorio. Il programma elaborato per il 2027 prevede inoltre alcuni progetti speciali, fra cui “Bussola di Carta: Ciò che accade mentre leggiamo”, “Luce alle parole. La nuova biblioteca di Treviso”, le iniziative dedicate a Ugo Foscolo, di cui ricorrono i 200 anni dalla morte, “Tina Anselmi: una vita per la pace e la democrazia” (nel centenario della nascita) e “Agorà Zanzotto”. Un viaggio che, come si legge nel dossier, vuole essere «fluido e potente come l’acqua del Sile».
Riproduzione riservata © Tribuna di Treviso








