Treviso capitale dei falsi: «Servono più controlli»

Abbigliamento, accessori e calzature sono stati i più colpiti. Il presidente di Confartigianato sottolinea l'urgenza di misure più efficaci contro contro il fenomeno

Un'operazione della Guardia di Finanza
Un'operazione della Guardia di Finanza

Negli ultimi quindici anni, la Marca Trevigiana è diventata la capitale della contraffazione della moda.

Tra il 2008 e il 2022, il valore complessivo della merce contraffatta sequestrata ha raggiunto la cifra impressionante di 2.637.000 euro.

Un dato che evidenzia la portata del problema, soprattutto nel campo dell'abbigliamento e degli accessori moda, settori che hanno subito il maggior danno.

Secondo i dati forniti dal centro studi di Confartigianato Imprese Veneto, basati su informazioni della Guardia di Finanza e dell’Agenzia delle Accise, delle Dogane e dei Monopoli di Stato, oltre il 58% delle merci sequestrate nella Marca Trevigiana ha riguardato abbigliamento, accessori e calzature.

Le cifre

Nel dettaglio, 982.000 euro sono stati sottratti alla vendita illegale di capi d’abbigliamento, 383.000 euro sono stati tolti dal mercato illegale di accessori contraffatti e 186.000 euro riguardano calzature falsificate.

Ma se il valore della merce sequestrata è notevole, altrettanto preoccupante è la drastica riduzione delle operazioni di contrasto alla contraffazione negli ultimi anni.

Tra il 2021 e il 2022, il numero di pezzi sequestrati è crollato di un incredibile 98,6%, passando da oltre 2 milioni di articoli a poco più di 30.000. Anche il valore complessivo della merce contraffatta sequestrata è sceso drasticamente, dai 322.000 euro del 2021 a soli 5.000 euro nel 2022.

Treviso, in particolare, è risultata la seconda peggiore provincia del Veneto in termini di efficacia del contrasto alla contraffazione, con un dato del 10% inferiore alla media regionale e del 42,1% rispetto a quella nazionale.

Il presidente

«La reputazione delle nostre imprese è pesantemente incrinata dalla contraffazione», lancia l’allarme il presidente Giuliano Secco.

«La contraffazione reca un grave danno a un settore, come quello della moda in particolare, che sta vivendo un periodo di crisi e sofferenza. Per contrastare il fenomeno, a livello regionale abbiamo siglato l’anno scorso con la Regione Veneto e le parti sociali un protocollo sulla legalità che dovrebbe sensibilizzare, promuovere e sostenere la cultura della legalità e favorire il coinvolgimento degli operatori nelle azioni di prevenzione alla criminalità a tutela del sistema produttivo, ma è evidente che non può bastare».

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