Tre aggressioni nell’arco di appena due mesi Espulso un marocchino

farra

Tre aggressioni cruente nell’arco di due mesi. Ed ora i carabinieri del nucleo investigativo di Treviso gli presentano un conto: espulsione dal territorio italiano. Protagonista un marocchino di 30 anni, Mohammed Naouri, residente a Gemonio, che, all’epoca dei fatti abitava a Farra. Tra il 26 novembre e il 30 gennaio ha mandato all’ospedale tre persone. La prima in un’azienda di spedizioni di Casale dove, dopo aver aggredito un connazionale, scaraventò contro la vetrata degli uffici della ditta alcune bottiglie di vino e con i cocci minacciò i colleghi. Il 6 dicembre, in un centro commerciale di San Fior, aggredì un commesso. Ma l’episodio più eclatante risale al 30 gennaio a Farra quando fu arrestato dai carabinieri dopo aver tentato invano di colpire con una motosega e un trapano il titolare e i dipendenti della Mantese legnami. I carabinieri, chiamati dal titolare, lo arrestarono poi per violenza e resistenza a pubblico ufficiale. All’indomani dell’udienza di convalida dell’arresto lo show del marocchino proseguì in aula, davanti al giudice che doveva convalidare l’arresto. «Avrebbero meritato di morire tutti»: è la frase urlata in aula. Il marocchino aveva esternato «comportamenti tali - dicono i carabinieri - da farlo ritenere incline alla commissione di gravi reati contro la sicurezza pubblica e pertanto lo proponevano per l’adozione di un provvedimento di espulsione dal territorio nazionale, poi accolto». Il tribunale ha applicato la pena di 6 mesi di reclusione al cui termine veniva eseguita la misura del suo allontanamento. I carabinieri lo hanno accompagnato al Centro per i Rimpatri di Torino. —



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