Trasloca la bottega storica «Causa pedonalizzazione»

TREVISO. «Troppa incertezza, con questa pedonalizzazione che ancora non si capisce bene fino in fondo. E allora ci siamo detti che era meglio cambiare, vista l’occasione». Stefano Ferretton, dal suo bancone della Metalferramente della zona di Sant’Agostino, spiega così il trasloco della bottega cittadina, una delle più cariche di storia del centro. E’ attiva da 120 anni, la Metalferramenta, in via Manzoni. Ed è la «superstite» di una strada che ancora in pieno Novecento contava ben 7 negozi di ferramenta: memoria di quando anche a Treviso, sin dal Medioevo, le vie erano connotate dalle diverse attività commerciali che diventavano a loro volta nomi, culture, ari tramandate di generazione in generazione.
Fra poche settimane, forse già entro fine settembre, il negozio così caro ai trevigiani - anche per gli interni creati da sapienti mani artigianali - si sposterà. Non troppo distante e sempre dentro le mura, ma con un trasloco destinato a far discutere. La nuova sede della bottega è già pronta. Si trova in via Fra’ Giocondo, sotto le mura cinquecentesche. Dove c’è più parcheggio, l’accessibilità è un’altra - per i clienti ma anche pr i mezzi dei fornitori – la fruibilità diversa .
«C’era anche l’opportunità di andare fuori mura, premetto, ma abbiamo preferito restare legati al centro, anche se in un’altra Posizione», puntualizza Ferretton. Affitti? «No, quello che ci ha indotto a cambiare sede è proprio l’evoluzione della viabilità in tutta questo zona, fra Sant’Agostino e San Leonardo, e di riflesso nella nostra via».

Dalle parole di Ferretton si capisce che l’affitto non è stavolta al centro della questione e della scelta logistica sulla bottega. Ma certo hanno pesato i progetti della giunta sul centro storico, la dote di parcheggi, l’accessibilità delle zone più caratteristiche del centro .
E basta sentire altri commercianti della zona per capire che il quadrante a nordest del centro, nel quadrilatero piazza del Grano, Sant’Agostino, Madona Granda e Carlo Alberto è in fibrillazione. Va detto subito, non con segnali univoci: perché in centro storico, anche in quella zona nevralgica del mercato, anche a poca distanza dalla stessa Metalferramenta, le scelte sono state e sono diverse. C’è chi va fuori mura, chi resta dentro, chi si sposta. Non tutti vanno fuori, non tutti sono contro la pedonalizzazione.
Ma certo il trasloco della bottega è destinato a rialimentare il vivacissimo dibattito sul centro storico - e non c’è dubbio che in questo caso stiamo parlando di una negozio davvero storica. Ha cominciato l’attività a cavallo del Novecento, o meglio nell’ultimo scorcio dell’Ottocento, e proprio recentemente, in concomitanza con l’Expo italiana 2015, è stata insignita di uno speciale riconoscimento con una targa, per avere oltre 120 anni alle spalle.
Segno dei tempi? Inesorabile evoluzione del mercato? O davvero il cuore del centro, a Treviso, non è più adatto a particolari settori merceologici che abbisognano di contesti poco medievali? Possibile che nel capoluogo della Marca, mentre altrove i centri storici senz’auto o pedonalizzati abbondino o si allarghino l’accessibilità su 4 ruote sia così determinante?
La discussione è avviata, soprattutto perché nei giorni scorsi il city manager Aldo Pellegrino, assunto dalla giunta Manildo proprio per rivitalizzare il centro, ha fornito i dati della mappatura del commercio entro le mura. Ed è emerso come siano ben 170 i negozi vuoti censiti, e di questi la gran parte è di poco la metratura, sotto i 50 metri quadri, mentre il tasso di chiusura aumenta del 15% l’anno nell’ultimo triennio.
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