Tornano verdi 22 ettari Il Piano degli interventi dimezza l’edificabilità

Cinque ettari in meno in zona Fonda, per la nuova ciclabile Tutti i “declassamenti” su richiesta dei proprietari dei terreni

MONTEBELLUNA. In un sol colpo eliminati 220mila metri quadrati di futura cementificazione nel territorio comunale. Con l’adozione della variante al Piano degli interventi il consiglio comunale di Montebelluna ha infatti trasformato 22 ettari di aree destinate all’edificazione, in zone agricole. L’intervento più cospicuo si è avuto nella zona della Fonda, là dove transiterà la futura pista ciclopedonale “La Tradotta”. Proprio lì infatti sono concentrati 50mila dei 220mila metri quadri tornati a verde.

Altre aree tornate agricole sono sparse un po’ dappertutto. Le precedenti previsioni ipotizzavano che lì fossero costruiti dei capannoni, invece rimarranno campi. Il tutto senza dover scontarsi con i proprietari. Anzi, la richiesta di trasformare da edificabili ad agricole le aree era arrivata proprio dai proprietari: in tempi di crisi immobiliare infatti tenere edificabili dei terreni dove non c’erano prospettive a breve di poter costruire significava pagare tasse salate e così ecco che sono state declassificate.

Con questa operazione è stata più che dimezzata la superficie edificabile nel comune di Montebelluna: il piano prevedeva 42 ettari edificabili: 22 sono stati cancellati e quindi ne rimangono 20 per le future esigenze.

Tre sono stati gli ambiti di intervento che hanno reso possibile questo risultato: le varianti verdi, le trasformazioni urbanistiche attraverso interventi di interesse pubblico e gli apporti collaborativi.

«Merita particolare attenzione l’operazione condotta nell’area della Fonda ferroviaria ove la destinazione era produttiva», fa notare il sindaco Marzio Favero. «Qui il dialogo con i proprietari ha portato a togliere 50mila metri quadrati. Due gli obiettivi in questo caso: in primo luogo evitare che sorgano nuovi insediamenti industriali o artigianali in un’area che di fatto è priva di una viabilità adeguata. E in secondo luogo creare un’area attorno alla Fonda che è destinata a diventare nel prossimo futuro un percorso ciclo pedonale».

Nella stessa variante adottata dal consiglio comunale, che sarà definitivamente approvata dopo l’analisi delle osservazioni, inserito anche lo studio di microzonazione sismica di secondo livello con approfondimenti di terzo livello. In alcune zone, per la precisione quelle frazioni che interessano il Montello – ossia Caonada, Biadene e Pederiva – in cui il secondo livello aveva segnalato delle problematiche, sono stati fatti ulteriori approfondimenti di terzo livello in ordine alla stratigrafia per verificare come il terreno si comporta e, conseguentemente, per poter essere più efficaci nelle successive prescrizioni rispetto alle modalità di costruzione.

«Lo studio effettuato da Adastra Engineering ha portato a evidenziare quali zone sono maggiormente a rischio in caso di evento sismico», precisa il sindaco di Montebelluna Marzio Favero. «Informazione importante sia per i professionisti che per i committenti. In particolare trova conferma che l’area più delicata è quella di Caonada, Biadene e Pederiva per la sussistenza di una falda sismica attiva e per la conformazione del terreno. È stata perciò una scelta più che opportuna quella di mettere a norma sismica la scuola elementare di Caonada e di realizzare un plesso unico per la scuola primaria di Biadene e Pederiva». –

Enzo Favero

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