Tira e molla tra sì e bocciature l’anno pazzo della pratica Save
C’è chi dice che sia «un problema tutto italiano», chi invece plaude sostenendo che «proprio grazie al sistema burocratico e amministrativo dell’Italia c’è l’occasione per far passare allo scanner progetti di simile rilievo». Certo solo il continuo sali-scendi vissuto negli ultimi mesi dal progetto di ampliamento dell’aeroporto Canova firmato da Save. Parlano le date e gli atti, non altro.
Il 29 marzo di quest’anno la Commissione Via, dopo più di un anno di lavori, approva il progetto dando prescrizioni. Una su tutte: i voli in decollo vanno ripartiti (21% di Treviso, 79% su Quinto). Il Comitato plaude, ma sottolinea che non basti ancora, che molto vada rivisto. A nemmeno un mese di distanza arriva il parare della commissione via della Regione, rimasta apparentemente alla finestra un anno, prima di dare il suo parare, che poi arriva di corsa: sì al piano, ma senza voli su Treviso. È bagarre tra i sindaci leghisti di Quinto e Treviso con il primo ad accusare l’altro di essere arrivato all’ultimo e di essersi fatto approvare il paracadute sulle spalle dei cittadini del comune di Quinto. La polemica cresce, ma si sfuma tre mesi dopo quando da Roma, ancora la commissione via, prende atto del parare della Regione ma ribadisce: sì al piano, ma i voli restano ripartiti. È il 2 agosto 2019. Treviso mastica amaro, ma alla fine incassa. Fine della storia? Macché: si arriva a ieri con il ministero a rimettere tutto in predicato spostando il progetto dalla scrivania del Ministro nuovamente al tavolo della Commissione. Treviso si salva in corner? Questo è tutto da vedere, il capoluogo potrebbe uscirne ancor più con le ossa rotte, in termini di voli sulla città. —
F.D.W.
Riproduzione riservata © Tribuna di Treviso








