Tifone nelle Filippine, ansia per Padre Amelio

Il missionario trevigiano è nell’area colpita dalla devastazione, 40 le vittime: «Sto bene, ma dobbiamo ricostruire»

«Non preoccupatevi, sto bene: il tifone ci ha colpiti ma siamo pronti a rimetterci in moto e ricostruire». Padre Amelio Troietto, trevigiano, solo ieri è riuscito a rassicurare amici e parenti preoccupati per la sua sorte dopo che, il giorno di Natale, un terribile tifone si è abbattuto sulle Filippine, portando con sé un drammatico bilancio di oltre quaranta vittime.

Qui il missionario camilliano opera come sacerdote e medico chirurgo da molti anni a Dolores, nella costa est dell’isola di Samar, una delle aree colpite dalla devastazione. Le notizie sono ancora frammentarie ma di certo si sa che il religioso nato 69 anni fa a Poggiana di Riese Pio X si è salvato dal disastro che ha provocato almeno 41 vittime, anche se il calcolo risulta per difetto: le Filippine sono costituite da isole e isolette con villaggi rurali difficili da raggiungere e per capire la portata della tragedia ci vorrà ancora del tempo.

Il furore del vento ha raggiunto i 200 chilometri orari, unito a piogge torrenziali che hanno danneggiato 260.000 edifici e costretto quasi 100.000 persone a lasciare le proprie abitazioni, sistemandosi nei rifugi di emergenza. Gravi i danni alla rete elettrica e internet, in ginocchio i trasporti, gravemente danneggiato l’aeroporto di Kalibo, interrotto il traffico ferroviario.

I danni maggiori sono stati registrati nell’arcipelago delle Visayas, destinazione turistica famosa per le spiagge dalla sabbia bianchissima, anche se il tifone non ha risparmiato l’isola di Samar dove opera padre Amelio, impegnato soprattutto a favore di donne e bambini. Un mese fa il missionario era tornato in Italia per incontrare le comunità che sostengono il suo operato.

Tra queste la parrocchia di San Bartolomeo a Treviso, dove padre Amelio ha incontrato i bambini del catechismo, raccontando la propria esperienza con foto e testimonianze. Una “lezione” speciale sulla parabola del buon Samaritano che ha coinvolto i piccoli protagonisti. Tutti coloro che lo conoscono sono stati in questi giorni con il fiato sospeso di fronte alle immagini devastanti provocate da Phanfone, il 21simo tifone che ha colpito le Filippine quest’anno. «Ma lui è un grande ce la farà a ricominciare con coraggio e determinazione» dicono le catechiste, fiduciose che il missionario saprà rialzarsi anche con l’aiuto e il sostegno degli amici trevigiani.

Del resto non è la prima volta che padre Amelio si trova - letteralmente - nell’occhio del ciclone, costretto a ricostruire case e scuole abbattute dal vento. Partito come sacerdote sulle orme di Camillo de Lellis, laurea in medicina a Padova, ha notevoli esperienze sulle spalle.

Dopo aver svolto missioni a Taiwan e in Brasile è giunto nelle Filippine, accolto e amato dalle famiglie per cui si spende, tra vangelo, scuola e sanità, non disdegnando lavori di muratura e falegnameria per ricostruire quando ce n’è bisogno. —

Laura Simeoni

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