«Tasse non pagate per 748 mila euro» Consulente a processo

CONEGLIANO. Un castello di società, che secondo la Finanza, era costruito per eludere le tasse in Italia.
Jean Carlo Nardi, titolare della Change International Law di Conegliano, è finito a processo per omessa dichiarazione e occultamento di documenti contabili.
Secondo i conteggi delle Fiamme Gialle avrebbe omesso di pagare 531 mila euro di Irpef e 217 mila di Iva nel biennio 2011/2012. Ieri in aula di fronte al giudice Marco Biagetti è stato ascoltato uno dei finanzieri che ha condotto l’indagine sul caso di Nardi, difeso dall’avvocato Chiara Mazzocato. A lui sono intestate alcune società con sedi in paradisi fiscali, Svizzera e Delaware (Stati Uniti) soprattutto, oltre alla ditta individuale con sede a Conegliano.
Si tratta di uno studio di consulenza, che si occupa di diversi aspetti dall’internazionalizzazione d’impresa, alle strutture societarie, all’intermediazione, fino agli affari legali. Ma la società di Conegliano in realtà non avrebbe incassato granchè, stando alla documentazione raccolta durante le indagini. Anzi in alcuni anni non avrebbe dichiarato alcun incasso. Ma per prima cosa gli inquirenti hanno cercato di capire dove fosse effettivamente la residenza di Nardi. Hanno eseguito alcuni appostamenti a Conegliano, dove hanno registrato la presenza della sua auto con targa svizzera. In casa, tra l’altro, c’era anche la donna delle pulizie. Insomma tutto faceva sembrare che lì, Nardi, vivesse effettivamente. Mentre, a quanto riferito in aula, «in Svizzera aveva solo un posto letto».
Ma in particolare la Finanza ha ricostruito alcuni movimenti bancari che non sembravano avere alcuna spiegazione, e che Nardi non avrebbe successivamente spiegato fornendo della documentazione. Nardi ha ricevuto alcuni bonifici da una società cipriota nel suo conto in svizzera, senza però che sia mai stata trovata un fattura che motivasse quell’entrata. Movimenti bancari difficili da non notare, si parla di bonifica da 59mila euro a 90 mila tra il 2010 e il 2011. «In più abbiamo ricostruito alcuni prelievi operati da Nardi con il bancomat intestato alla società di Cipro», ha spiegato il teste in aula. Nel 2012 altra operazione messa sotto la lente d’ingrandimento da parte degli inquirenti, un ’ntrata di un milione di euro per la Global Finance Trading, società svizzera riconducibile anch’essa a Nardi. Anche in questo caso il consulente non avrebbe fornito ai finanzieri la documentazione utile a motivare quell’incasso. La ricostruzione del castello di bonifici e operazioni economiche operata dagli inquirenti, ha portato a calcolare un’evasione di 748 mila euro tra il 2011/2012. —
Federico Cipolla
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