Occhi hi-tech sul Muson: nuovo sistema contro le piene

La Regione ha completato l’installazione di quattro stazioni hi-tech per monitorare il torrente Muson e il Lastego. L’assessore Venturini: «Dati in tempo reale per decisioni rapide e protezione dei cittadini»

Rottura del Muson del 2024 a Camposampiero, Muson dei Sassi
Rottura del Muson del 2024 a Camposampiero, Muson dei Sassi

Più tecnologia per proteggere il territorio e prevenire le piene. La Regione del Veneto, tramite il Genio Civile di Treviso, ha completato l’installazione di un nuovo sistema di monitoraggio idrometrico presso la cassa di espansione del torrente Muson e del suo affluente Lastego. L’intervento, realizzato da CAE, prevede quattro stazioni di controllo fondamentali per gestire in tempo reale le criticità idrauliche.

“La sicurezza dei nostri cittadini passa attraverso una gestione consapevole e scientifica della forza dell’acqua”, spiega l’assessore regionale all’Ambiente Elisa Venturini. “Con queste nuove stazioni, i tecnici del Genio Civile possono prendere decisioni rapide e precise sulla movimentazione delle paratoie, basandosi su dati certi e immagini in tempo reale”.

Rottura del Muson del 2024 a Camposampiero, Muson dei Sassi
Rottura del Muson del 2024 a Camposampiero, Muson dei Sassi

“Abbiamo installato degli ‘occhi elettronici’ intelligenti: webcam e sensori che resistono a ogni tempesta. Così possiamo monitorare l’altezza dell’acqua in ogni istante, anche in caso di maltempo estremo o interruzioni temporanee del collegamento dati”, aggiunge Venturini.

Le stazioni sono collocate in punti strategici: le opere di derivazione del Muson e del Lastego, lo sfioratore intermedio e l’opera di restituzione. “Abbiamo mappato con precisione millimetrica il terreno e i fondali del fiume e usato materiali ultra-resistenti per garantire il funzionamento anche con gelo o nubifragi”, sottolinea l’assessore.

Il sistema, alimentato da pannelli solari, è già integrato nella rete regionale di ARPAV. Grazie a questa tecnologia, i centri abitati di Castelfranco Veneto e Castello di Godego possono contare su un allertamento più puntuale e affidabile, riducendo i rischi di allagamenti come quelli evitati nel 2023.

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