Tangenziale, prove d’intesa Treviso-Paese

Salvi S.Bona e S.Pelajo. Opzione Feltrina e opere per liberare Postioma. Le basi al summit di lunedì
Zago agenzia foto film treviso sindaco manildo in redazione
Zago agenzia foto film treviso sindaco manildo in redazione

Non c’è solo l’incontro, lunedì, fra Zaia e Manildo, possibile sede San Vendemiano.

Per il quarto lotto della tangenziale di Treviso, tutt’altro che caduta ma al centro del dibattito, si muovono tutti gli interlocutori, per trovare un accordo quadro. E le basi ci sarebbero già. Pronte per essere ratificate lunedì, nel faccia a faccia tanto atteso? No, tutto è ancora prematuro: attende a fine mese lo studio della società Trt, incaricata congiuntamente dai Comuni di Treviso e Paese si identificare il tracciato meno impattante.

Il lavoro diplomatico fra l’amministrazione leghista di Paese del sindaco Pietrobon e quella di centrosinistra del sindaco Manildo non è rimasto senza frutti.

L’attracco del quarto lotto sulla Feltrina non è più motivo di divisione: un recente incontro ai massimi livelli in Comune, con il presidente della commissione urbanistica Giovanni Negro e il superconsulente Gaetano di Benedetto avrebbe «certificato» la bontà dell’ipotesi Feltrina come raccordo verso la Postumia Romana rispetto all’altra ipotesi di quinto, sesto e settimo lotto per congiungersi a Ponzano, sempre lungo la Postumia Romana.

Santa Bona e San Pelajo repirano: i progetti dell’amministrazione Manildo, sul proseguimento della tangenziale, non toccheranno i quartieri a nord. Un’ipotesi che era stata prospettata più volte, anche alla stessa maggioranza, dall’ex assessore all’urbanistica, Paolo Camolei. Gli approfondimenti, adesso, gli studi di fattibilità e di impatto ambientale e soprattutto i costi hanno indotto Ca’ Sugana a fermare tutto alla Feltrina, per poi alzarsi verso la Postumia Romana tramite la Feltrina.

E se Treviso cede su un punto, ecco che Paese risponde con un’apertura altrettanto significativa. Dal Comune limitrofo hanno mandato a dire, molto chiaramente, che sono pronti a non alzare più barricate sul tracciato, nell’ipotesi che Trt individui il percorso meno impattante e meno costoso (la richiesta esplicita dei due Comuni), ma consideri invece irrinunciabili le opere complementari. E dunque la rotonda all’incrocio da Oro, e i due «baffi», cioè le future bretelle fra Feltrina e Postumia Romana che farebbero respirare una volta per tutte Postioma, il cui centro non sarebbe più attraversato dal grande traffico come avviene oggi.

Nessuno si sbilancia, ufficialmente, e lo stesso Manildo si limita a sottolineare il «valore del dialogo e del confronto, soprattutto se c’è spirito costruttivo», per «la soluzione dei problemi in maniera intelligente, tenendo conto delle diverse istanze».

In ogni caso, negli ambienti politici di Venezia e Treviso la notiza dell’incontro ha avuto notevoli ripercussioni.

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