Susegana vieta la balneazione nel Piave: stop permanente a tuffi, attraversamenti e soste sugli isolotti

Il Comune di Susegana approva la prima ordinanza permanente in provincia di Treviso contro la balneazione nel Piave. Il provvedimento nasce dopo le tragedie degli ultimi mesi e punta a prevenire nuovi incidenti

Salima Barzanti
Prima ordinanza anti balneazione sul Piave
Prima ordinanza anti balneazione sul Piave

Sicurezza sul Piave: Susegana approva l'ordinanza per il divieto permanente di balneazione. Si tratta della prima amministrazione in provincia di Treviso ad adottare nel 2026 un'ordinanza permanente che vieta la balneazione nel fiume, lo stazionamento sugli isolotti naturali e sui manufatti presenti nell'alveo e l'attraversamento a piedi del corso d'acqua.

Stop non solo ai tuffi

«Si tratta della conclusione del confronto avviato lo scorso anno con gli altri sindaci, la Prefettura e tutti gli enti competenti – ha spiegato il sindaco di Susegana, Gianni Montesel –. Il prefetto aveva chiesto un parere al Consiglio di Stato che, pur ribadendo come il fiume non sia di stretta competenza dei Comuni, ha riconosciuto il ruolo attivo delle amministrazioni comunali sul fronte della sicurezza. Da qui la scelta di intervenire con un'ordinanza per tutelare l'incolumità delle persone».

Basta tragedie

Il provvedimento nasce dunque da una stringente esigenza di sicurezza e punta a prevenire possibili tragedie in un tratto di fiume tradizionalmente frequentato, in ogni stagione calda, da bagnanti, famiglie e gruppi di giovani. Il Piave non è un'area destinata alla balneazione, come già previsto dalla normativa e dal decreto regionale n. 289 del 1° ottobre 2024.

L’obiettivo di questa ordinanzaè quello di andare oltre, ovvero di di contrastare comportamenti che possano risultare fatali, come quello di sottovalutare correnti, improvvisi innalzamenti del livello di acqua e fondo irregolare che caratterizzano il fiume sacro alla patria e lo rendono potenzialmente pericoloso.

Senza dimenticare anche lo shock termico dato dall’escursione termica tra la temperatura esterna e le fredde acque del fiume. Ogni estate purtroppo si contano non solo persone in difficoltà dopo essersi tuffate per un bagno refrigerante sul Piave, ma anche annegamenti.

Le vittime

Il primo giugno un ragazzo di 19 anni è deceduto a Cimadolmo, mentre il 27 giugno a San Biagio di Callalta a perdere la vita è stato un trentenne. L'ordinanza dispone dunque il divieto di balneazione permanente nelle acque del fiume Piave, vietando contestualmente lo stazionamento su manufatti e nelle isole naturali, nonché l'attraversamento dell'alveo fluviale nel tratto che attraversa il territorio comunale di Susegana, estendendo il blocco anche alle acque dei canali e dei fossi affluenti e defluenti.

Il testo fa riferimento alle principali normative vigenti e al già citato decreto numero 289 del 2024 della Regione Veneto, il quale stabilisce che le acque superficiali marine o interne non comprese nell'elenco ufficiale regionale delle aree adibite alla balneazione sono da intendersi come non destinate a tale uso.

I rischi

Non rientrando il Comune di Susegana in tale elenco, le sue acque risultano a tutti gli effetti interdette. Nel testo si evidenzia come la pericolosità del fiume sia legata sia alla conformazione strutturale dei corsi d'acqua e dei canali artificiali, sia alla presenza di fortissime correnti insidiose, bocche aperte e sponde ripide che rendono disagevole la risalita.

Cartelli e web

Per garantire l'efficacia del provvedimento, il Comune provvederà alla pubblicazione dell'ordinanza all'Albo Pretorio telematico, sul sito web istituzionale e soprattutto mediante l'installazione di appositi cartelli indicativi e informativi posizionati in prossimità degli accessi e lungo le sponde del fiume.

Il provvedimento è stato notificato, tra gli altri, alla Prefettura di Treviso, al Commissariato di polizia e alla compagnia dei Carabinieri di Conegliano, al comando provinciale dei vigili del fuoco, alla Regione Veneto e al Ministero della salute tramite la piattaforma online dedicata. L'auspicio dell'amministrazione comunale è che la misura possa fare da apripista e venire adottata presto anche da altri Comuni.

 

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