Stop alla “discesa folk sul Sile” Cendron: «Decisione assurda»

SILEA. Lo stop alla discesa folkloristica del Sile, non è andata già al sindaco di Silea Rossella Cendron. Non tanto per la decisione in sé, quanto per la motivazione. «Non mi va che si faccia sembra tutto irregolare. Non è assolutamente così. È chiaro che le imbarcazioni non potessero essere a norma, la manifestazione lo era perfettamente», chiarisce il primo cittadino.
«Si è lavorato molto per le autorizzazioni, per i piani sicurezza. Io non consentirei mai di fare una manifestazione fuori legge. Se la discesa folkloristica non si farà più non è per una scelta dell’associazione che la organizza», ha aggiunto il primo cittadino.
La decisione non è che sia stata digerita facilmente da tutti i componenti del Gruppo Sile Folk, che vedevano in quel momento un simbolo per la storica e amatissima “Festa dea Sardea”. Ma ora tornare indietro non sembra più possibile. Gli organizzatori stanno pensando a qualche iniziativa che sostituisca la discesa folkloristica (che per anni ha fatto il pienone di pubblico) ma che caratterizzi la festa.
«Applicare le legge alla discesa non è semplice», dice Giuliano Zanette, presidente del gruppo Sile Folk, organizzatore della Festa dea Sardea. «Abbiamo molte persone che salgono su queste zattere e si buttano in acqua. Nel Sile c’è di tutto. Può capitare il morto. In questi anni siamo stati fortunati e previdenti, perché abbiamo i sommozzatori e le barche di soccorso. Ma abbiamo sempre in testa quello che è successo al Molinetto della Croda, non voglio essere il capro espiatorio della manifestazione ma il promotore».
In questi anni la “Festa dea Sardea” ha raccolto circa 250 mila euro che sono stati interamente donati in beneficenza; anche nel 2020 la sagra si terrà nell’area vicino alla centrale di Silea, ma l’organizzazione si sta interrogando su che dimensione darle. Negli ultimi anni si è arrivati ad avere migliaia di persone ogni sera, «un po’ troppo» secondo alcuni; per questo si pensa a ridimensionarla leggermente a partire dalla prossima estate.
Ma se per la discesa folkloristica non sembrano esserci più grandi speranza, la “Festa dea Sardea” resterà uno degli appuntamenti clou dell’estate e l’intenzione è quella di ripensarla a dovere, e nel modo migliore. —
Federico Cipolla
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