Stipendiopoli, accuse e veleni Forza Italia difende i dirigenti

Il Partito Democratico rilancia la protesta per i rimborsi ritenuti gonfiati  Brugioni: «Fare opposizione non può significare offendere gli avversari» 
Allegranzi Conegliano conferenza stampa PD
Allegranzi Conegliano conferenza stampa PD



Si è scatenato il putiferio al termine del consiglio comunale di lunedì pomeriggio, in un clima tutt’altro che natalizio, anzi, con fuochi d'artificio in anticipo sul Capodanno. Il finale col botto è scoppiato sulla vicenda “Stipendiopoli”. Il referente di Forza Italia, Luca Mario, aveva detto che gli ex dirigenti andavano premiati, non sanzionati. «Mario sono convinto che anche tu, se avessi contezza precisa di quello che è successo, saresti d’accordo con me, perché so che sei una brava persona»: queste parole del capogruppo del Partito Democratico, Alessandro Bortoluzzi, che hanno fatto reagire sindaco e assessori. «Invece gli altri sono delinquenti», la replica tra l’ironico e l’adirato del sindaco Fabio Chies. «Fare opposizione non significa offendere l'avversario o addirittura sollevare accuse del tutto infondate e strumentali – così l’assessore Claudia Brugioni - vanno ringraziati i dirigenti per la professionalità che hanno sempre riposto nel loro lavoro». L’ex sindaco ed ex assessore Floriano Zambon ha preferito non entrare nella questione. La Procura della Corte dei Conti del Veneto aveva evidenziato che la sua giunta, nel maggio 2016 «non poteva non mettere mano all’anomala situazione del dirigente dell’area economico e finanziaria che godeva di una retribuzione di posizione pari a 54.508 euro annui, ben superiore al limite massimo di 45.102 euro». L’amministrazione Zambon, secondo i primi accertamenti della Corte, avrebbe quindi sanato quella situazione, definita “anomala”. Nel novembre 2017 giunta Chies ha riorganizzato le responsabilità negli uffici. La procura regionale scriveva che «del tutto impropriamente la struttura organizzativa dell’ente può ritenersi complessa». Nel 2018 a seguito di quel provvedimento per il ragionier Gianni Zorzetto era stato previsto uno stipendio lordo di 107.056 euro. La retribuzione base tabellare su tredici mensilità nel 2018 era uguale, 43.625 euro, per tutti segretari (si sono succeduti Lorenzo Traina e Giampietro Cescon) e dirigenti (Gianni Zorzetto, Giovanni Tel e Mario Bortolot). Ciò che cambiava era la retribuzione di posizione, con la modifica prevista dalla giunta. A Zorzetto erano stati affidati più settori di responsabilità, quindi una retribuzione di posizione di 54.500 euro, in totale uno stipendio lordo annuo di 107.056 euro. Di conseguenza, per la norma cosiddetta del “galleggiamento”, per il segretario generale Traina era stato previsto un aumento fino ad totale di 103.993 euro lordi. Il Comune è andato a ritroso fino al 2009 e inviato le lettere di diffida a quattro ex funzionari chiedendo: 66 mila euro a Zorzetto, 11 mila euro a Maurizio Tondato, e 4 mila euro ciascuno a Lorenzo Traina e Salvatore Minardo. Per evitare contenziosi, gli ex dirigenti seppur sottolineando di aver percepito gli stipendi come previsto dalle norme, restituiranno quelle somme. —



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