Stipendi “gonfiati” a quattro funzionari Bernardelli li difende: «Non hanno rubato»

Consiglio comunale, oggi pomeriggio, sul bilancio. Giovanni Bernardelli, presidente del consiglio, non ha dubbi. «Il Pd ha voluto strumentalizzare politicamente questa fase molto delicata– afferma – Era a conoscenza della vicenda e l’ha tirata fuori adesso. Perché?». A tenere banco sono le gratifiche di quattro funzionari del Comune, che, in seguito a un esposto presentato alla Corte dei conti e al ministero dell’Economia, sono risultate superiori al massimo consentito dai contratti collettivi.
Alessandro Bortoluzzi, capogruppo del Pd, parla di “scandalo stipendiopoli”. Sono coinvolti Gianni Zorzetto e Maurizio Tondato, e due segretari comunali, Salvatore Minardo e Lorenzo Traina. Alcuni degli interessati hanno già detto che restituiranno le cifre, piuttosto che affidarsi a ricorsi esasperanti. «Sono d’accordo col caro “nemico” Edoardo Riina che, in un post, manda a dire a Bortoluzzi di aver sbagliato mira, facendo intendere che non è questo “il” problema su cui dovrebbe misurarsi un’opposizione – interviene il presidente Bernardelli – Questi preziosi collaboratori avevano o no il diritto a una gratifica? Gli è stata riconosciuta. Non hanno portato via i soldi a nessuno, tanto che hanno deciso di restituirli. Ma la norma parla chiaro. Così, almeno, loro l’avevano interpretata. Ora Bortoluzzi da avvocato si trasforma in giudice. Lasciamo almeno che si pronuncino prima gli organi superiori». Bernardelli ricorda, peraltro, che ripetutamente gli stessi funzionari hanno ricevuto pubblico apprezzamento anche dalle opposizioni, non solo dalla maggioranza.
La prassi oggi contestata risale al 2008, quand’era sindaco Alberto Maniero, e si contestualizza nella riorganizzazione della governance operativa del Comune. Successivamente era stato il segretario Vitelli a sollevare dei dubbi, per cui al tempo dell’amministrazione Zambon c’era stato uno stop. Il motivo? «Lascio la parola alla documentazione agli atti», si limita a dire l’ex sindaco, destituito recentemente dal suo incarico assessorile. «Non entro nel merito della vicenda, perché non la ricordo puntualmente, ma – sottolinea Maniero – se gli interessati, che erano i massimi dirigenti del Comune, hanno ritenuto che il procedimento fosse corretto, e che pertanto gli stessi fossero legittimati a farsi riconoscere la gratifica, non vedo per quale motivo i sindaci avrebbero dovuto obiettare e, tanto meno, opporsi».
Secondo Maniero le prestazioni che i quattro hanno garantito al Comune erano di altissimo livello. «Nessuno ha mai messo in dubbio la professionalità dei soggetti coinvolti – obietta Bortoluzzi –. Nessuno ha mai detto che sono stati rubati dei soldi. Ma non è ancora noto come il Comune abbia calcolato le somme che i quattro devono restituire». E poi, rivolgendosi al sindaco Chies, il capogruppo del Pd gli chiede: se sei così sicuro di essere nel giusto, come mai il Comune ha chiesto ai quattro la restituzione delle somme? «Il fatto che non ci sia ancora un contenzioso è solo questione di tempo. Se i quattro non pagano, ne rispondi tu sindaco, e tutta la tua giunta. La Corte dei conti non farà sconti. Pare però che tutti e quattro intendano restituire le somme richieste dal Comune. Staremo a vedere. Dicono di essere nel giusto, che i provvedimenti sono legittimi e che restituiscono solo per evitare contenziosi. Ma questi signori pensano che i coneglianesi hanno l’anello al naso? Restituiscono le somme perché sono obbligati a farlo». —
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