Stefanel, è partita la trattativa su licenziamenti e chiusure

PONTE DI PIAVE. Esuberi, cassa integrazione, futuro dell’azienda: è iniziata ufficialmente ieri a Roma la trattativa (che si prevede lunghissima) tra Stefanel, parti sociali, con l’azienda di Ponte di Piave convocata al tavolo con Cgil, Cisl, Uil e Assindustria. Due le certezze fino a questo momento, ribadite ieri: la volontà di mantenere il quartier generale in Veneto, e in particolare a Ponte di Piave dove affondano le radici storiche del marchio, e la certezza della continuità aziendale, con la cassa integrazione a rotazione ma un numero di esuberi ancora da definire. I sindacati intanto chiedono percorsi di ricollocamento per gli addetti che perderanno il posto di lavoro. .
via al tavolo. La palla ora passa al Ministero dello sviluppo economico, dove le parti si ritroveranno venerdì 1° febbraio. Non era ieri il momento delle decisioni definitive, e quindi i grandi interrogativi sul futuro dell’azienda sono rimasti tutti sul tavolo. Semmai Stefanel ha rassicurato anche i rappresentanti nazionali di Filctem Cgil, Fisascat Cisl e UiltuCs Uil circa la volontà di attuare il piano industriale, con tutti i sacrifici connessi, al fine di perseguire la continuità aziendale. In pratica: si trasformerà in commerciale, ridurrà il numero degli addetti e dei negozi, si sposterà in una sede più piccola, ma non chiuderà. Almeno nelle intenzioni (il piano di concordato dovrà poi essere giudicato da Tribunale di Treviso e creditori). «Ci siamo dati appuntamento al Ministero per avere finalmente le risposte che ancora mancano» ribadisce Cristina Furlan, Filctem Cgil. Le forze sociali hanno chiesto percorsi di ricollocamento per gli operai in esubero: «Servono programmi formativi di ricerca attiva del lavoro, in questo caso non spetta solo all’azienda, ci sono fondi nazionali ad hoc che possono essere utilizzati sotto l’egida della Regione. L’importante è che nessuno resti indietro».
il ministero. Ieri anche un rappresentante di Assindustria Venetocentro era seduto al tavolo della trattativa. Dall’associazione degli industriali di Treviso e Padova nessun commento: il confronto sulle strategie per risollevare il gruppo dalla crisi, con un impatto il meno doloroso possibile sui dipendenti, continuerà a ritmo serrato nelle prossime settimane. Assindustria segue da vicino la vicenda, che porta con sé riflessi notevoli su tutto l’indotto (basti pensare alla rete di negozi territoriali). La prossima settimana sarà decisiva per la richiesta di cassa integrazione straordinaria chiesta per 244 addetti, compresi tutti i responsabili dei punti vendita in Italia. È stato convocato il primo febbraio 2019 alle ore 10, al Mise a Roma, il tavolo di crisi per discutere della situazione produttiva e occupazionale.
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