«Spariti i quadri della banca» un esposto su Palazzo Soranzo

Ferrazza Castelfranco ex sede Banca Popolare di Vicenza
Ferrazza Castelfranco ex sede Banca Popolare di Vicenza

Castelfranco. «Dove sono finite le opere d’arte della collezione della Banca Popolare a Castelfranco?». A lanciare l’allarme è un socio dell’ex popolare di Vicenza, ora Banca Intesa, Ivano Serato: «L’ultima volta che sono entrato a Palazzo Soranzo Novello, ex sede della banca, ho notato che alcune opere non erano più nelle originarie posizioni». Il timore è che siano state portate via dalla città «a cui appartengono», secondo Serato.

Il palazzo di corso 29 Aprile è ora di proprietà di una immobiliare (Stampa) collegata a Intesa, che sembra in trattativa per la cessione dell’immobile al colosso spagnolo del fashion Zara. «Le opere d’arte che erano custodite nel palazzo sono state acquistate con i soldi di noi soci, ma non sappiamo che fine hanno fatto, intanto i nostri patrimoni sono stati azzerati», dice Serato, «Se anche le opere d’arte scompaiono saremmo doppiamente truffati».

Serato si è attivato con una petizione da inoltrare al procuratore di Vicenza, alla Soprintendenza delle Belle Arti di Venezia e per conoscenza al Comune. Nella petizione che ha appena preso il via, in cui sono state già raccolte le prime firme, si chiede di fare chiarezza sulla situazione. L’assessorato alla cultura ha in programma per il prossimo anno una mostra su Noè Bordignon, tra le opere della prestigiosa collezione della Banca Popolare di Castelfranco ci sono anche i quadri di quest’artista. Sulla collezione stessa, all’epoca del sindaco Bruno Marchetti, quand’era presidente della banca Angelo Aldo Marchetti, è stata realizzata un’importante mostra all’Accademico. «Le opere d’arte sono certo tra i beni più preziosi che la cultura del passato ci ha lasciato», ha scritto il critico Marco Mondi nella presentazione della collezione. «Siamo preoccupati, è concreto il rischio di perdita di un pezzo della storia castellana», dice Serato.

La questione del patrimonio artistico e documentale della Popolare era stata sollevata già dall’ex presidente della Pro loco Gaetano Sartoretto. L’amministrazione si era fatta carico di avviare un dialogo con la banca e il sindaco, Stefano Marcon, la scorsa estate aveva scritto a Banca Intesa. Lo stesso Marcon aveva auspicato che il palazzo potesse ospitare l’archivio storico e artistico della banca. Il rischio è che invece il palazzo e la città siano state svuotate dal patrimonio artistico. —

M.C.P.

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