Sparano ai ladri: "Noi come Stacchio". Indaga la Procura

I residenti di due vie di Faè hanno imbracciato i fucili dopo l'ennesimo raid messo a segno dai malviventi. Il procuratore: "Un fucile da caccia può essere usato soltanto per andare a caccia"
Il viticoltore Sandro Magro
Il viticoltore Sandro Magro

ODERZO - "Noi come il benzinaio Stacchio". I residenti di Faè di Oderzo, esasperati dall'ennesimo raid dei ladri, in cinque abitazione in due vie, si sono organizzati e li hanno messi in fuga sparando in aria con i fucili a pompa.

L'imprenditore Sandro Magro è stato uno dei protagonisti della rivolta è ha ancora in mano i bossoli dei colpi sparati poche ore prima: «Ogni volta che di notte sento il cane che abbaia esco col fucile in mano». L’altra sera però hanno anche fatto fuoco.

Intanto la Procura ha aperto un fascicolo per "atti relativi" dopo l'episodio di "ribellione" contro la criminalità di alcuni cittadini di Oderzo, che l'altra sera hanno esploso alcuni colpi di fucile in aria per far fuggire dei presunti malviventi, nella frazione di Faè. I residenti avevano usato dei fucili da caccia, dopo essere stati avvisati della probabile presenza di un malvivente vicino ad una casa. Uno di essi aveva fatto esplicito riferimento all'azione di Graziano Stacchio, il benzinaio il Ponte di Nanto, indagato a Vicenza per aver esploso una fucilata che aveva provocato la morte di un bandito.

"Occorre prima ricostruire i fatti", ha detto il procuratore di Treviso, Michele Dalla Costa, "perché fino a questo momento le informazioni che abbiamo derivano solo dalle notizie pervenute attraverso i mezzi di stampa". Al momento quindi il fascicolo non riporta una precisa ipotesi di reato, né vi sono indagati, anche se il magistrato ha ricordato che "un fucile da caccia può essere usato soltanto per andare a caccia".

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