Sovraffollato e poco personale: prima medicina di Treviso, reparto in crisi

TREVISO. Personale insufficiente, campanelli che suonano, degenti con il pannolone sporco dalla notte fino all'ora di pranzo senza che nessuno venga a cambiarli, lenzuola macchiate di sangue che restano lì per ore. Scoppia la grana nella Prima Medicina del Ca' Foncello. «La situazione è drammatica, il reparto stracolmo di malati e gli infermieri non bastano, sembra di stare in un lazzaretto» denuncia la signora Anna che da una settimana assiste il marito ricoverato e ha scattato alcune foto di ciò che sta accadendo nel reparto.
«Tutti brontolano ma pochi hanno il coraggio di parlare, ogni stanza ha letti in appoggio, il personale è bravo ma non ce la fa a star dietro a tutti. Mio marito, che si trova su un letto bis, non ha nemmeno il campanello per suonare in caso di bisogno. Lo stanno rendendo invalido più di quello che è, costringendolo a farsela addosso perché nessuno viene ad aiutarlo» aggiunge Anna che al Ca’Foncelklo rischia di aprire una nuova spinosa pagina visto che nei mesi scorsi le proteste sul degrado in Geriatria avevano portato all'invio degli ispettori, all'apertura di un fascicolo in Procura e all'immediata ristrutturazione del reparto.
Nonostante la struttura sia tarata su 44 posti letto, attualmente dentro se ne contano 60 e l'organico non è stato potenziato. Il problema è noto ai piani alti dell'Usl 2, le sofferenze si trascinano da tempo nella struttura diretta dal professor Carlo Agostini, ma ancora mancano soluzioni. «Il personale si dedica al 100% ma ci sono moltissimi pazienti. Abbiamo provveduto a fare degli ordini di servizio in cui gli infermieri si sono adeguati a svolgere il lavoro degli operatori socio sanitari (oss) pur di rispondere alle esigenze contingenti» conferma il primario Agostini, «grazie agli adeguamenti che sono in programma riusciremo a dare un migliore servizio rispetto a quello fornito nell'ultimo periodo, in cui talvolta siamo stati carenti in fatto di igiene e assistenza» assicura. Della situazione è stata informata anche la direzione generale dell'Usl di Marca che ha annunciato nuove assunzioni entro giugno.
«Stiamo attraversando un picco accessi. Finché non verranno attivati gli ospedali di comunità sul territorio avremo delle difficoltà nei periodi di recrudescenza come quello che stiamo attraversando» spiega il dg Francesco Benazzi che si affretta a chiarire il perché di così tanti letti in appoggio. «L'incremento delle degenze è dovuto ai numerosi pazienti geriatrici che afferiscono alla nostra struttura, over 80 ma anche ultracentenari che sono utenti fragili, pluripatologici, affetti da forme bronchitiche o scompensi cardiaci che hanno tempi di ripresa più lunghi» chiarisce. L'invecchiamento della popolazione è un tema cruciale e destinato ad acuirsi nel prossimo futuro. «Il concorso per assumere nuovi operatori socio sanitari è stato espletato ed entro il mese prossimo poteremo da 4 a 6 gli operatori socio sanitari presenti a ogni turno, con l'aggiunta di 2 unità dovremo risolvere la situazione in Prima Medicina. Mi dispiace per i disagi patiti dall'utenza ma come direzione ci siamo attrezzati per rispondere» conferma il dg Benazzi.
Ieri pomeriggio è stato effettuato un sopralluogo nel reparto. Sull'esito della visita ha riferito il dottor Stefano Formentini, direttore della Funzione Ospedaliera. «L'ambiente è apparso pulito e in ordine, stiamo facendo grande attenzione all'Area medica visto che i ricoveri non sono calati e continuiamo a essere sotto pressione. Esistono dei momenti critici ma in generale la presa in carico dei pazienti è buona. Stiamo cercando di fare meglio che possiamo e confermo che l'assunzione di personale è imminente».
Riproduzione riservata © Tribuna di Treviso








