Sos prof, al via i concorsi per coprire 395 cattedre

Negli istituti superiori trevigiani mancano 174 docenti, 90 alle medie Meglio la situazione negli asili. I bandi sono attesi entro la fine del mese  

Mondo della scuola in fermento per i nuovi concorsi in vista. Se tutto procede senza intoppi, il prossimo anno si potrebbero coprire le quasi 400 cattedre ancora vacanti in provincia di Treviso.

«Numeri destinati fisiologicamente ad aumentare il prossimo settembre a causa di pensioni e trasferimenti» dichiara il provveditore Barbara Sardella che precisa come le carenze coinvolgano soprattutto i docenti di matematica e italiano.

meglio negli asili

Ad oggi, secondo i dati dell’Ufficio scolastico regionale, dopo le assegnazioni in ruolo sono rimasti scoperti 395 posti, affidati a supplenti. Chi se la passa meglio è la scuola d’infanzia con uno zero tondo, mentre la primaria vede scoperti 16 posti e 60 sostegni. Si sale con i numeri alle medie che presentano 90 cattedre senza ruolo e 38 sostegni. La parte del leone spetta alle scuole superiori con ben 174 professori in meno (17 i sostegni). Ai docenti di scuola media e superiore è destinato un doppio binario: il concorso straordinario, “riservato” a chi ha compiuto almeno 36 mesi di servizio. Sono 24 mila i posti nell’intero territorio nazionale.

il concorso ordinario

Il concorso ordinario invece segue l’iter consueto: vi possono partecipare i laureati che abbiano in tasca anche i necessari 24 crediti di formazione in campo pedagogico. Entrambi sono inseriti nel decreto legge 126 che autorizza il Miur ad allestire le procedure. C’è però un inghippo sui tempi, poiché il decreto dovrà essere convertito in legge per diventare effettivo. Attualmente è in discussione alla Camera dei deputati, oggetto di valutazione ed emendamenti.

i bandi

«I bandi attesi non dovrebbero tardare, auspichiamo che arrivino entro fine anno» è la speranza di Claudio Baccarini referente dei dirigenti scolastici Cgil. Nel decreto ministeriale si affronta anche il tema delicato della continuità, con un paletto fissato a 5 anni di permanenza nel territorio degli insegnanti vincitori di concorso. «Accade spesso che un docente originario del centro sud sia inserito di ruolo in una scuola di Treviso e dopo un anno chieda il trasferimento», aggiunge Baccarini, convinto che la continuità educativa sia un presupposto importante per gli studenti e per gli istituti che si trovano nuovamente scoperti. Rispetto ai concorsi per medie e superiori, le scuole d’infanzia e primarie qualche passetto in più l’hanno compiuto, grazie al decreto dello scorso giugno. I posti autorizzati sono 16.959 così suddivisi: 10.624 immissioni in ruolo il prossimo anno e 6.335 nel 2021-2022.

il problema

C’è però un problema e lo evidenza Marco Moretti segretario generale Flc (lavoratori conoscenza e formazione) della Cgil: «Se a breve la macchina operativa non si metterà in moto si rischia di non arrivare in tempo per settembre».

Laura Simeoni

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