«Sono caduta, mi dovete aiutare»: la telefonata truffa con la voce dell’amica

Segnalato ai carabinieri di Conegliano un nuovo tentativo di truffa a una coppia di anziani: la voce all’altro capo del telefono riproduceva fedelmente quella dell’amica 

Il caso è stato segnalato ai carabinieri di Conegliano
Il caso è stato segnalato ai carabinieri di Conegliano

Il telefono di casa squilla all’ora di pranzo. Ormai nessuno chiama sul fisso: o è la solita pubblicità, o è qualcosa di grave. E infatti all’altro capo si sente la voce di un’amica di famiglia che inizia a raccontare: «Mi sono fatta male, sono al pronto soccorso. Ho avuto un’emorragia al cervello, sono caduta e ho perso molto sangue. Mi dovete aiutare».

La telefonata arriva a casa di una coppia di anziani, due ottantenni. Risponde prima l’uomo, che resta sconvolto dalla notizia, e non riesce nemmeno più a proseguire la conversazione. Arriva in supporto la moglie, che raccoglie la telefonata e mantenendo una buona dose di lucidità inizia a porre alcune domande. All’altro capo chi parla conosce un discreto numero di dettagli sull’amica di famiglia: nome, innanzitutto, ma anche condizioni di salute attuali e pregresse. Il dettaglio che inquieta è la voce: è la stessa. L’anziana, tuttavia, ricorda che in questi giorni l’amica si trova in vacanza all’estero, e inizia quindi a chiedere in quale ospedale sia ricoverata. All’altro capo, cambia la voce: subentra nella telefonata un uomo, che si qualifica come medico del pronto soccorso e definisce la situazione «molto grave».

La coppia di truffatori, però, commette un errore: fa riferimento a un ospedale «di San Martino» che ai due anziani, residenti nella Pedemontana della Marca, non dice nulla. Da quelle parti “ospedali di San Martino” non ne esistono. La donna che ha ricevuto la telefonata, quindi, interrompe la conversazione, chiama al cellulare la (vera) amica, che le conferma di stare benissimo.

Il tentativo di truffa, andato in scena giovedì 30 luglio all’ora di pranzo, è stato quindi segnalato ai carabinieri di Conegliano. Non è, purtroppo, un caso isolato. Quello che inquieta sono le modalità e il salto di qualità dal punto di vista tecnologico: i truffatori erano in grado di riprodurre la voce dell’amica (grazie forse a un software di intelligenza artificiale), e ne conoscevano diverse informazioni private. Come sarebbe proseguita la telefonata? Probabilmente, con una richiesta di denaro per far fronte a spese mediche o simili.

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