Sindaca furiosa per i ladri scarcerati

«Martedì sera sono andata a letto felice, mercoledì mattina è subentrato il disgusto». Questa frase del sindaco di Meduna Marica Fantuz racchiude il sentimento provato da tantissimi cittadini, medunesi e non solo, alla notizia del mancato arresto della banda di albanesi fermati a Meduna.
«Vorrei capire come mai non sono stati arrestati», afferma Fantuz, «Adesso i cittadini cosa penseranno? In che razza di Paese viviamo? Martedì sera a Meduna ho contato almeno 14 pattuglie dei carabinieri che hanno lavorato per catturare i tre ladri. Dopo un tale dispiegamento di forze, mi chiedo dove sia il riconoscimento per l’attività dei carabinieri, che lavorano per poco più di mille euro al mese rischiando la propria vita e trascurando la famiglia e a volte sono pure attaccati dai cittadini disperati. Il mio sincero ringraziamento va ai carabinieri per il lavoro svolto».

La segretaria di circoscrizione della Lega Nord Stefania Buran osserva: «Mi sento presa per i fondelli e penso lo stesso per le forze dell’ordine. I carabinieri hanno rischiato la loro vita per catturare i tre malviventi bloccando un intero paese per ore per cosa? Per impiegare più tempo a compilare scartoffie di quanto qualcuno ha impiegato per lasciarli andare. Questa storia deve finire: chi sbaglia deve pagare e deve farlo veramente». Martedì sera sul ponte di Meduna c’era anche Arnaldo Pitton, coordinatore del “Fare!”. «Ho potuto vedere coi miei occhi la professionalità e i rischi che hanno affrontato i carabinieri nel catturare i tre malviventi», sottolinea Pitton, «Sono profondamente amareggiato: questa è una beffa per le forze dell’ordine che hanno messo in campo una grande operazione che ha tra l’altro anche un costo per la società. Vorrei davvero capire le motivazioni del rilascio di quei tre».
Rincara la dose la senatrice di “Fare!” Patrizia Bisinella: «Queste persone, semplicemente denunciate e a piede libero, in pratica rilasciate con una pacca sulla spalla, che cosa faranno? Potranno tornare a delinquere come se nulla fosse, ridendo del sistema di giustizia del nostro Paese. In passato ho già portato all'attenzione del Parlamento e del Ministero della giustizia casi simili, lo farò anche questa volta, ma risulta evidente che il sistema legislativo e quello giudiziario fanno acqua. Ho già presentato un disegno di legge che prevede certezza della pena e un forte inasprimento delle sanzioni per chi commette furti e rapine: il caso di oggi conferma ancora una volta che bisogna agire urgentemente per modificare la normativa e ridare ai cittadini fiducia nel sistema». La questione è esplosa anche sui social, dove vengono manifestate preoccupazioni e ansie dei cittadini: in tanti denunciano di aver subito furti in casa, sottolineando non solo il danno economico ricevuto ma la violenza psicologica che ne deriva, e tutti concordano nel chiedere pene più aspre e certe per contrastare la piaga dei furti e far sì che il lavoro delle forze dell’ordine abbia un senso.
Claudia Stefani
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