Mazzorato si scusa con l’Ulss di Treviso dopo il post anti vaccini, si va verso il proscioglimento
L'ex primo cittadino di Resana era finito a processo per diffamazione dopo un post Facebook del 2019 sulla vaccinazione antinfluenzale. In aula ha chiarito di non aver voluto offendere medici e operatori sanitari. Contributi per mille euro a due associazioni

Si va verso il ritiro della querela per diffamazione da parte dei vertici dell’Ulss 2 e il conseguente proscioglimento con sentenza di non doversi procedere per l’ex sindaco Loris Mazzorato, per alcune dichiarazioni fatte in un post sul proprio profilo Facebook contro i vaccini.
Le scuse di Mazzorato in tribunale
Ieri mattina, in un’aula del tribunale di Treviso, l’ex primo cittadino di Resana, affiancato dai suoi legali, gli avvocati Pierluigi Cagnin e Domenico Zanon, ha letto una sorta di lettera di scuse: «In merito all’accusa» ha detto Mazzorato davanti al giudice Petra Uliana «ritengo opportuno precisare che, nella mia veste di amministratore pubblico, ho espresso un’opinione a mezzo social su un tema che da sempre connota il mio impegno politico, prima da sindaco e poi da consigliere, sulla libertà di scelta vaccinale che penso debba essere per tutti libera e consapevole. Non era assolutamente mia intenzione, con il post da me pubblicato, offendere nessuno, tanto meno i medici e gli operatori sanitari dell’Ulss 2 “Marca Trevigiana”. Mi dispiace se le mie parole sono state travisate o male interpretate».
Il post Facebook del 2019: «Pagati per mentire»
A portare Mazzorato in tribunale era stata la querela presentata dal direttore generale Francesco Benazzi, che era nella lista dei testimoni da sentire. I fatti risalgono al 9 dicembre del 2019 quando, sul proprio profilo Facebook, Mazzorato pubblicò un post nel quale condivideva un comunicato dell’Usl 2, inerente la vaccinazione antinfluenzale, consigliandola anche alle donne in gravidanza. Solo che accanto al comunicato aggiungeva la frase: «Ecco la verità. Pagati per mentire. Questa è la nostra sanità». Un post che l’Ulss (costituitasi parte civile con l’avvocato Federico Vianelli) aveva ritenuto “allusivo” e “diffamatorio”.
L'accordo per il ritiro della querela
All’accordo per il ritiro della querela si è giunti anche grazie alla decisione dell’ex sindaco di Resana di devolvere un contributo di 500 euro sia all’associazione italiana Persone Down – Marca Trevigiana Aps che collabora con l’Ulss 2, che all’associazione Città degli Asini del medico Paolo Rossaro, che collabora con l’Ulss 6 Euganea per un progetto sociale.
«Questa vicenda» conclude Mazzorato «non mi fermerà dal continuare la mia battaglia per la libertà di scelta vaccinale, confrontandomi con esperti in materia e informando le persone circa i rischi connessi alla pratica vaccinale. Sono altresì solidale con i medici che hanno subito, in questi anni, la radiazione dall’albo professionale perché hanno osato agire in scienza e coscienza prendendo le distanze dalle direttive sanitarie ufficiali».
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