«Servono più contributi per le case di riposo» Raccolte diecimila firme

Più impegnative per le case di riposo e minori tempi di attesa per la Svama, valutazione sulla non autosufficienza dell’anziano. Sono le principali richieste che ieri i pensionati trevigiani hanno trasmesso alla Regione Veneto, forti di oltre 10 mila firme raccolte. Con loro i segretari generali di Spi Cgil Paolino Barbiero, di Uilp Uil Beniamino Gorza, e per la segreteria Fnp Cisl Sneder Scotton. Il caso della casa di riposo abusiva di Casale sul Sile, scoperta pochi giorni fa, ha riacceso il dibattito sulla carenza di impegnative che permetterebbero di accedere a strutture regolari a prezzi calmierati. Oggi le impegnative di residenzialità assegnate alle strutture assistenziali sono poco superiori a 4.200 e i posti letti previsti dalla programmazione socio-sanitaria regionale superano i 5.800. Così nel 2017, su 5.791 utenti medi, solo 4.356 ospiti hanno ricevuto il contributo regionale (75%), mentre gli altri 1.081, al netto di 354 persone autosufficienti, hanno dovuto pagare per intero la retta, che arriva anche a 30 mila euro l’anno. Di queste, in 713 erano già valutate non autosufficienti, in 345 erano in attesa della Svama da tempo, e solo in 23 non l’avevano. Il quadro si completa con chi pagando 19 mila euro di retta l’anno può portare in dichiarazione dei redditi, al netto delle differenze tra deduzione e detrazione, 2 mila euro e chi pagando “solo” 3 mila euro in più arriva a quasi 13 mila, una differenza inspiegabile secondo i sindacati.

Alla Regione è stata chiesta anche una norma sul costo dei certificati necessari per la valutazione Svama, che oggi ingiustificatamente variano da medico a medico e hanno prezzi sproporzionati che vanno dai 30 ai 150 euro. Tra le richieste dei pensionati anche quella di concordare con l’Agenzia delle Entrate un’unica modalità di certificazione e di detrazione della quota sanitaria delle rette dei Centri di Servizi, elemento che attualmente determina grandi differenze e disuguaglianze nel territorio, a discapito dei cittadini e della loro libera scelta.

«I sindacati chiedono a Zaia - recita la nota diffusa dalle tre sigle - di dare risposte positive a queste richieste presentate attraverso la raccolta firme entro il mese di febbraio. Sono circa 35 mila le famiglie, infatti, che possono ottenere benefici immediati con una norma uniforme sulle detrazioni e deduzioni fiscali e per quasi 5 mila anziani si aprirebbe la possibilità di accedere ai centri servizi con il contributo della Regione, come avviene già per oltre 25 mila utenti delle case di riposo pubbliche e private».—

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