Scuola in affanno Un tavolo sindacale per gestire le uscite con “quota 100”
Un nucleo di coordinamento che faccia riferimento al Provveditorato, distaccando personale esperto delle scuole e attingendo a collaboratori esterni. È l’idea emersa nei giorni scorsi, nell’incontro fra il provveditore Barbara Sardella e le cinque sigle sindacali - Cgil, Cisl, Uil, Snals e Gilda - che l’avevano richiesto: sul piatto la patata bollente della verifica dei requisiti dei pensionandi, piovuta un anno fa, fra capo e collo, alle segreterie scolastiche dopo l’introduzione di “Quota 100”.
Di fatto quindi un supertavolo per gestire pratiche, richieste, possibilità di uscita, ma soprattutto la loro ricaduta sull’organizzazione scolastica di un territorio che già oggi soffre carenze di organico a vari livelli.
Un confronto positivo sfociato nella missiva che poi i sindacati hanno inviato all’Ufficio scolastico regionale: obiettivo dare concretezza alla proposta, in previsione dei pensionamenti che scatteranno dal 1° settembre 2020.
«L’incombenza era stata scaricata sulle scuole per l’emergenza “Quota 100”, senza valutare le carenze d’organico nel personale amministrativo e la mancanza di professionalità adeguate», osserva Teresa Merotto, Cisl, «basti pensare che la metà dei nostri istituti è senza direttore dei servizi. Fondamentale aver fatto capire che non potevano più essere solo le scuole a gestire il problema».
Motivo del contendere è “PassWeb”, piattaforma in cui il personale amministrativo delle scuole dovrebbe caricare i dati dei pensionandi.
La questione aveva infiammato una recente assemblea sindacale al Palladio, in cui si era evidenziati buchi d’organico e impreparazione delle segreterie. «Un’altra soluzione prospettata coincide con la figura del coordinatore amministrativo, che sulla carta esiste da 19 anni, ma non è mai stata attivata», aggiunge Salvatore Auci, Snals. «Non si poteva più scaricare a valle, ciò che a monte non si fa più», conclude Merotto. —
M.T.
Riproduzione riservata © Tribuna di Treviso








