Muore in moto a 25 anni: aveva il foglio rosa

Tragedia nella tarda mattinata di martedì 10 marzo. Alessandro Ponzo è deceduto sul colpo uscendo di strada lungo via Brigata Emilia

Mattia Toffoletto
Alessandro Ponzo, morto in moto a 25 anni
Alessandro Ponzo, morto in moto a 25 anni

La moto, una Ducati Monster rossa, disintegrata. Pezzi di lamiere a riempire l’asfalto, una ruota piombata fra i vigneti, i segni sul ponticello di un’abitazione a testimoniare l’impatto fatale.

Alessandro Ponzo, 25enne meccanico di Carbonera, ha perso il controllo della moto, schiantandosi contro un muretto. È volato nel fosso, morendo sul colpo. Erano circa le 12.30.

L’ennesima tragedia della strada si è verificata in via Brigata Emilia, un rettilineo di Pero di Breda, in aperta campagna.

Chi è la vittima

Il giovane aveva ancora il foglio rosa per le moto di grossa cilindrata (la Ducati se l’era comprata da pochissimo), stava conseguendo la patente. Studi al professionale Giorgi a Treviso, lavorava alla carrozzeria Bacchin di Roncade e ieri era in ferie.

All’origine dell’incidente – nona vittima sulle strade della Marca da inizio 2026 – una fuoriuscita autonoma: le cause sono al vaglio della polizia locale. E mentre gli agenti erano impegnati nei rilievi, colpiva ieri l’immagine dei familiari (papà e fratello, altri parenti). Immobili, per lunghissimi minuti, a fissare il corpo del ragazzo coperto da un telo bianco.

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I rottami della moto, il punto del tremendo impatto. Sono intervenuti anche elisoccorso del Suem (con automedica e ambulanza) e vigili del fuoco. La strada è rimasta chiusa al traffico per quasi tre ore, per consentire i rilievi alla polizia locale.

La dinamica

Strade di campagna. Il confine con San Martino, frazione di San Biagio, poco distante. Ponzo è in sella alla sua Ducati in via Brigata Emilia, procede in direzione Pero. Stando alle prime ricostruzioni della polizia locale, avrebbe perso il controllo della moto e proseguito per alcuni metri sul ciglio della strada (e sull’erba), per poi impattare contro un muretto e cadere nel fosso. Il casco non si stacca, ma finisce nell’acqua e muore sul colpo.

La Ducati distrutta, i rottami ovunque. L’urto ben visibile sul ponticello di una casa. Il bidone giallo della carta scaraventato a terra. Pezzi della moto proiettati sul lato opposto, in mezzo ai campi. Il nastro rosso, srotolato dalla polizia locale, a chiudere la via.

La testimonianza

Un giovane della Kiloutuou School (braccio formativo dell’omonima azienda di noleggio macchinari), a pochi passi dal luogo del sinistro, scende subito in strada. Il botto fa pensare a un grave incidente.

Sarà a lui ad aiutare gli operatori del Suem, intervenuti in pochissimo tempo, a estrarre il corpo caduto in acqua. Ma non c’era più nulla da fare.

«Ho sentito un botto e sono subito sceso in strada. Ho dato una mano ai soccorsi, a tirare su il corpo dal fosso», rivela il ragazzo, che frequenta, pochi metri più in là, la Kiloutuou school. I dipendenti si sono riversati subito sul piazzale antistante l’azienda. A quasi tre ore dall’incidente, li vedi ancora lì. Sconvolti e attoniti. Il rettilineo percorso ogni giorno diventato luogo di morte. A cento metri dal punto dell’impatto, una famiglia tiene il cancello dell’abitazione aperto e parla in strada.

«Ero a casa e ho sentito una sgasata», riferisce un giovane, «dopo una decina di minuti, il rumore dell’elisoccorso a pochi passi da casa mia. Sono subito uscito per capire cosa fosse successo». Poi riflette: «Questa via è un rettilineo, a volte accelerano». A tre ore dall’incidente, si nota un altro ragazzo. Alessandro si è schiantato sul muretto davanti a casa sua. «Ero a lavorare poco più in là, ho sentito solo l’elicottero atterrare», spiega, scosso, dopo aver parlato con un parente del motociclista morto.

I precedenti

La dolorosa contabilità indica come a Breda si sia registrata la nona vittima sulle strade della Marca da inizio anno. La terza in cinque giorni. Venerdì scorso si erano contati due decessi in poche ore.

A Maser aveva perso la vita Rita Ziliotto, 82 anni, investita da un furgone mentre attraversava la strada.

A Maserada era morto Samuel Mazzon, 29enne ingegnere e docente villorbese, schiantandosi contro un’auto che aveva invaso la sua corsia. Un drammatico bollettino senza fine.

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