Tre cortei nella Marca nel giorno dello sciopero generale: «Riprendiamoci il futuro»
Manifestazioni a Treviso, Castelfranco e Vittorio Veneto nella mattinata di venerdì 30 ottobre. Alla partenza del corteo di Castelfranco anche la sindaca Ghimenton: «Auguro loro buon corteo. Sono qui per ascoltare, come dovrebbe fare la politica». Colla sui lucchetti del Besta e del Duca in città

Tre manifestazioni nella Marca per lo sciopero generale di venerdì 30 ottobre. In programma cortei a Treviso, Castelfranco e Vittorio Veneto per protestare contro le politiche di edilizia scolastica ed abitativa, il caro vita, la guerra.
Qui Treviso
Più di mille persone hanno sfilato per le vie del centro storico di Treviso, il doppio delle 500 attese alla vigilia. Il corteo è organizzato dal Coordinamento degli Studenti Medi e dal centro sociale Django e arriva a due settimane dalla manifestazione studentesca del 16 ottobre.
Questa volta in piazza non ci sono solo ragazzi delle superiori: con loro sfilano anche lavoratori, precari e disoccupati. Le richieste sono quelle annunciate nei giorni scorsi: stipendi adeguati al costo della vita, meno soldi per le spese militari e più investimenti in scuola, sanità e servizi pubblici.
Gli studenti contestano anche il nuovo decreto Sicurezza del governo Meloni, che secondo loro serve a reprimere chi protesta. «Ci aspettiamo dei numeri importanti visti i cortei del 16 ottobre, le persone sono arrabbiate», aveva detto alla vigilia Elena De Marchi del Coordinamento degli Studenti Medi.
Tra i temi indicati c'erano il costo della vita, il prezzo del carburante e, a Treviso, quello delle mense scolastiche. In mattinata c'è stato un episodio davanti a due scuole cittadine. All'apertura, i cancelli dell'istituto Besta e del Duca degli Abruzzi avevano la colla nei lucchetti.
Qui Castelfranco
Quasi in 200 - alle 9, alla partenza davanti alla stazione ferroviaria di Castelfranco - alla manifestazione studentesca promossa da collettivo Bastione, comitato Castelfranco libera, rete castellana insegnanti per la pace.
Un corteo blindato con camionetta della locale, una decina fra uomini di polizia e carabinieri, Digos. All’avvio del corteo, si riconosce la sindaca Maria Ghimenton: «Qui per salutare i ragazzi e augurare buona manifestazione. Qui per ascoltare i giovani e le loro esigenze. Come deve fare la politica».

Alla protesta partecipano anche l’assessora Serena Stangherlin («Da docente e 36enne mi sento vicina alle istanze dei ragazzi. Si toccano temi come carovita e affitti») e anche un folto gruppo di insegnanti: «Qui per chiedere un mondo di pace e opportunità. Qui per manifestare pacificamente e contro la stigmatizzazione in atto delle manifestazioni».
Gli studenti chiedono con il megafono «Il futuro che ci spetta», attaccano la premier Meloni e il decreto sicurezza, cori contro il ministro Valditara. Lo striscione che apre il corteo è la sintesi della manifestazione: “Riprendiamoci il futuro”. Ci sono bandiere palestinesi, striscioni contro le guerra e slogan del tipo “Se studiare è un lusso, l’ignoranza è un dovere”. Corteo di quattro chilometri con chiusura davanti all’istituto Rosselli.
Qui Vittorio Veneto
Un centinaio di studenti in corteo a Vittorio Veneto, alla testa del corteo lo striscione “Riprendiamoci il futuro”.
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