Schianto sul guardrail barista muore a 27 anni

«Vado a casa, sono stanco». Poi un colpo di sonno e il terribile incidente Roberto D’Agostin di Tovena è spirato in ospedale poco dopo i soccorsi
FOLLINA. Drammatico incidente stradale alle prime ore di ieri lungo via Paoletti a Follina. È costato la vita al 27enne Roberto D’Agostin, elettricista e barman di Tovena. Il giovane stava facendo ritorno a casa dal locale “Perbakko” di Pieve di Soligo dove aveva lavorato, a bordo della sua Fiat 500 quando, poco prima delle 2.30, probabilmente a causa di un colpo di sonno, ha perso il controllo dell’auto andando a sbattere prima contro la cuspide di un guardrail e poi contro la ringhiera che delimita la passerella ciclabile di attraversamento al torrente Follina circa all’altezza del civico 38. Nel ribaltamento del veicolo un palo della segnaletica verticale ha sfondato il parabrezza trafiggendo il 27enne rimasto intrappolato nelle lamiere. Due le squadre dei vigili del fuoco di Vittorio Veneto e Conegliano intervenute subito per estrarre, non senza difficoltà, il ragazzo ancora in vita.


Stabilizzato sul posto dal personale del 118, il giovane è stato trasportato d’urgenza all’ospedale di Treviso dove poco dopo il suo cuore ha cessato di battere a causa delle gravi ferite riportate nell’impatto. Sul posto anche i carabinieri per i rilievi. Stabiliranno con certezza la dinamica del sinistro avvenuto senza il coinvolgimento di altri mezzi. Le operazioni di soccorso dei vigili del fuoco sono terminate solo alle prime luci dell’alba quando è cominciato il pellegrinaggio di amici e conoscenti, ancora increduli, venuti a lasciare un fiore sul luogo della tragedia. Roberto D’Agostin, 27 anni compiuti appena lo scorso 12 agosto, diplomato all’Ipsia di Vittorio Veneto, lavorava come elettricista alla Sipa di Vittorio Veneto e come barista in alcuni locali della movida nelle ore serali. Appassionato ciclista, molto promettente da giovanissimo, aveva gareggiato nella categoria Esordienti con “La Vallata”, poi da allievo col San Vendemiano, tra gli juniores col Vc Orsago e da dilettante con Marchiol Liquigas e poi con la Trevigiani. Grande appassionato di sport in generale, dopo il ciclismo si era avvicinato al trail running. Con un gruppo di amici si allenava costantemente lungo le vie e i tra i sentieri del suo paese per poi partecipare assiduamente alle numerose gare non competitive della zona. Una vita dinamica ritmata da impegni sportivi, uscite con gli amici e tanto lavoro. Prima quello di elettricista alla Sipa di Vittorio Veneto e poi quello secondario, nelle ore serali, di barman. Le prime esperienze le aveva collezionate nei locali più conosciuti di Vittorio Veneto dove aveva imparato l’arte dei cocktail acrobatici. E poi da un paio d’anni aiutava nel tempo libero gli amici del bar “Perbakko” in piazza Vittorio Emanuele II a Pieve di Soligo dove si ritrovava con il gruppo di amici stretti. «Uno di famiglia» per i gestori del locale pievigino che, insieme agli amici, ricordano tra le lacrime di averlo salutato per l’ultima volta poco dopo le 2 dell’altra notte. «Vado a casa perché sono stanco» le parole pronunciate dal 27enne di Tovena prima di salire in macchina. Poco dopo, lo schianto sulla sp4 a Follina, i primi soccorsi e infine la tragica notizia della morte in ospedale. Un dramma inaspettato che ha lasciato sgomente le comunità di Cison, Vittorio Veneto e Pieve di Soligo. Tantissimi i messaggi di cordoglio arrivati ieri alla famiglia ancora sotto shock, ai genitori Laura Corda e Adriano con i quali Roberto abitava nel piccolo borgo di via Belgio a Tovena e alla sorella Lisa, maggiore di un anno e mamma delle due amate nipotine di 5 e 3 anni. I funerali saranno fissati nei prossimi giorni, dopo il nulla osta della Procura.


Riproduzione riservata © Tribuna di Treviso