Scatta la petizione dei cittadini contro l’impianto di asfalti

Proteste e segnalazioni di cattivi odori e irritazioni alla gola vicino all’area Biasuzzi I residenti: «Arpav e Comune intervengano, noi costretti a chiuderci in casa»

PAESE. Irritazioni alla gola e mal di testa per la puzza di catrame. Da aggiungersi al rumore e alle polveri. Sono i motivi alla base della richiesta di verifiche e controlli sull'impianto di bitumi, con lavorazioni di ghiaia e catrame, della Biasuzzi a Padernello. È questo quanto chiesto tramite una petizione, sottoscritta da oltre 200 persone, dal comitato Cava Campagnole all'amministrazione di Paese.

la petizione

Il gruppo di cittadini formato da residenti di Paese, Quinto e Morgano, infatti, chiede garanzie su quei fumi grigi iniziati ad uscire da un comignolo dell'impianto di via Vecelli che pare sia tornato in funzione a pieno regime dallo scorso ottobre, tra Padernello e Paese proprio di fronte la più nota cava Campagnole, dopo anni di inutilizzo. Fumi che hanno portato con sé - a detta dei residenti della zona - forte odore di catrame e problemi a varie persone. Nei giorni scorsi, con una relazione, il gruppo spontaneo di cittadini ha recapitato una petizione al sindaco di Paese Katia Uberti, inviandola per conoscenza anche all'Arpav, alle autorità superiori e ai vicini sindaci di Quinto e Morgano, dal momento che l'impianto confina con i territori dei due comuni. Nel documento si chiede esplicitamente un sopralluogo da parte delle autorità ma anche controlli che garantiscano non vi siano problemi per la salute della popolazione e che la proprietà rispetti le prescrizioni a cui è vincolata. «L'odore di catrame è stato riscontrato per molti giorni ed in vari luoghi: tali esalazioni sono state molto forti e fastidiose ed hanno comportato l’impossibilità di aprire le finestre, rendendo necessario trattenere i bambini in casa» scrivono dal comitato, rimarcando le problematiche dirette riscontrate dai cittadini dei tre comuni. «Il forte ed acre odore ha comportato ad alcune persone irritazione della gola e mal di testa» denunciano ancora nella petizione, «senza contare il forte rumore derivante dalla lavorazione di ghiaia, che inizia in dalle prime ore del mattino e si verifica anche quando l'impianto di bitumaggio è spento, oltre alla creazione ripetuta di polveri che si depositano nelle case limitrofe, rendendo impossibile sostare all’aperto durante i momenti in cui l’impianto è in funzione».

«Vogliamo verifiche»

Una situazione critica, insomma, su cui il comitato chiede chiarezza, garanzie e controlli certi. «Chiediamo che gli organi competenti si attivino prontamente con sopralluoghi e verifiche sulle emissioni, con monitoraggi fissi e controlli tramite una centralina permanente» scrivono infatti i cittadini nella petizione. Un impianto, quello della Biasuzzi, che come rimarcato nella petizione con una serie di documenti ha operato «non in conformità fino al 1995» e al quale in passato era stato richiesto di «adeguarsi alla normativa in materia di emissioni in atmosfera e inquinamento acustico». —

A.B.V.

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