Santa Bona Vecchia pronta dopo due anni «Ora più sicurezza e stop agli allagamenti»

Ci sono voluti cinque mesi in più del previsto, è stato uno dei cantieri stradali più lunghi e impattanti degli ultimi anni, ma finalmente ieri i residenti di Santa Bona Vecchia hanno potuto ricominciare a circolare liberamente. Il sindaco Mario Conte e l’assessore ai lavori pubblici Sandro Zampese hanno tagliato il nastro della “nuova” via Santa Bona Vecchia, completamente rifatta nel tratto tra via Genova e via Fossaggera. «In questa zona non ci saranno più allagamenti», ha detto il primo cittadino, che non ha mancato di ringraziare l’ex assessore ai lavori pubblici Ofelio Michielan, a cui si devono progetto e appalto.
cantiere difficile
«Ora puntiamo a realizzare, entro la fine del mandato, anche le altre due parti della via, fino alla Strada Ovest e fino a Ponzano. Abbiamo messo i rallentatori, ma invitiamo tutti ad andare piano su questa strada, su cui si affacciano molte abitazioni». Sandro Zampese non ha mancato di sottolineare come «sia stato un cantiere difficile, in cui però non abbiamo praticamente interdetto la circolazione». Un cantiere condotto a quattro mani, perché oltre a Ca’ Sugana di mezzo c’era Ats che ha provveduto a realizzare tutti i sottoservizi, allacciando 300 residenti in più al depuratore, e consentendo di smantellare progressivamente il piccolo depuratore di via Mandruzzato. Il cantiere, su cui hanno lavorato dal 20 agosto del 2018 Brussi Costruzioni, Lf, Andreola e Manzato, è costato 1 milione 848 mila euro, di cui 265mila a carico di Altro Trevigiano servizi.
rischio idraulico ridotto
Due i piani su cui si è lavorato: quello idraulico, per scongiurare gli allagamenti delle abitazioni della zona, e quello viabilistico, con l’allargamento delle strada e ricavando uno spazio anche per bici e pedoni, sebbene non si tratti di una pista ciclabile. Per quanto riguarda la prima parte è stata realizzata una condotta della fognatura nera lunga 485 metri, da Via Ossero fino a circa 40 metri a nord di Via Fossagera, ed è stato ricostruito l’acquedotto per circa 650 metri, con i relativi allacciamenti alle utenze private, da Via Genova fino a 65 metri circa a nord di Via Fossaggera. Inoltre per ridurre il rischio idraulico è stata realizzato un bacino di laminazione di circa 3.500 mq tra vicolo Mandruzzato e via Celsi, che consentirà di assorbire duemila metri cubi di acqua.
la sicurezza stradale
Per allargare la strada è stato necessario tombinare il fossato a est, in modo da recuperare spazio per i pedoni e i ciclisti. Insufficiente la metratura per realizzare una vera pista ciclabile, ma lo spazio a lato della carreggiata aumenta di certo la sicurezza. Diversi gli ostacoli incontrati dal cantiere, dalle analisi sulla potabilità dell’acqua, al rallentamento nell’arrivo dei materiali nel periodo Covid. Cinque mesi in più – la consegna prevista dai lavori era il 2 marzo – che però hanno consentito di realizzare subito l’impianto di illuminazione pubblica e l’asfaltatura definitiva, escluse dall’appalto. —
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