Omicidio di Varago, svolta dalla Cassazione: «Fu legittima difesa». Annullata la condanna in appello per Elia Fiorindi
Annullata con rinvio alla corte d’assise d’appello di Venezia la condanna a dieci anni per Elia Fiorindi, accusato dell’omicidio di Aymen Adda Benameur: per il ventenne trevigiano è un passo avanti verso l’assoluzione

Elia Fiorindi accoltellò Aymen Adda Benameur per legittima difesa. La Corte di Cassazione ha accolto le motivazioni del ventenne trevigiano, annullando la sentenza di secondo grado e rinviando di nuovo la questione nelle mani della Corte d’assise d’Appello di Venezia. La via verso l’assoluzione di Fiorindi sembra spianata. Il giovane attualmente è detenuto in carcere per l’omicidio del diciassettenne di origine algerina colpito a morte con tre fendenti l’11 maggio di tre anni fa in un parco vicino alla chiesa di Varago, frazione di Maserada, durante la cessione di una dose di hashish.
Il legale di Fiorindi: «Svolta clamorosa»
Il giudice di ultima istanza ha annullato la sentenza di secondo grado emessa a maggio del 2025 che confermava quella precedente. Una svolta processuale clamorosa, come sottolinea il legale di Fiorindi, Fabio Crea. «È una svolta clamorosa dal punto dí giuridico e processuale, ma è ciò' in cui credo e sostengo sin dall’inizio del processo, ovvero che l’omicidio sia stato commesso in una situazione di legittima difesa. E oggi, al terzo grado di giudizio, dopo la condanna in primo e secondo grado, la Cassazione ci ha dato ragione. Attendiamo con trepidazione la fissazione del nuovo processo di appello con l'auspicio di chiudere definitivamente questa dolorosa vicenda umana che professionalmente mi ha occupato e regalato altresì grande soddisfazione».
Nei prossimi giorni Crea chiederà una misura di custodia cautelare alternativa e meno afflittiva per il proprio assistito, come l’obbligo di dimora. Fra tre mesi intanto arriveranno le motivazioni della sentenza della cassazione; solo dopo la pubblicazione si potrà procedere alla fissazione della nuova udienza davanti alla Corte d’Appello di Venezia, attesa non prima di fine anno.
Il delitto durante una cessione di droga
L’omicidio risale all’11 maggio del 2023. Quel giorno, Fiorindi avrebbe dovuto cedere ad Aymen un pezzetto di 50 grammi di hashish in cambio di 250 euro. S’erano accordati di farlo nei pressi del tendone della sagra del paese, lontano da occhi indiscreti e dai rispettivi amici che li avevano accompagnati per lo scambio. Ma mentre stavano trattando, Aymen prese per il bavero Fiorindi e si scatenò un corpo a corpo con il 19enne di Treviso che tentava di allentare la presa del minorenne, finché all’improvviso il pusher estrasse un coltello e vibrò quattro fendenti. Aymen riuscì a percorrere una trentina di metri prima di stramazzare a terra, mentre Fiorindi scappò dalla parte opposta. Fu preso un’ora più tardi, all’esterno di un ristorante vicino alla chiesa. Per la difesa, Fiorindi colpì solo per difendersi in quanto la vittima aveva in mano un coltello a sua volta. Mentre per i difensori di parte civile, gli avvocati Fabio Capraro e Luciano Meneghetti, Aymen in mano aveva una sigaretta elettronica.
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