Le 100 migliori imprese della Castellana: l’evento Nem a Castelfranco

Martedì 26 maggio alla Villa Parco Bolasco l’iniziativa organizzata da Nem per valorizzare l’economia dei territori. Sul palco i protagonisti delle aziende entrate in classifica

Luca Piana, Maria Chiara Pellizzari
Villa Parco Bolasco, la sede dell’evento
Villa Parco Bolasco, la sede dell’evento

Un colosso che esce di classifica, un grande gruppo che vi rientra, un intenso movimento fra le imprese di medie e piccole dimensioni, che confermano la vitalità del territorio della Castellana, in un momento di luci e di ombre per l’economia della zona.

Sono questi alcuni spunti che si possono trarre dalla classifica delle 100 migliori imprese dei comuni della Castellana, che servirà da punto di partenza dell’evento organizzato dalla Tribuna di Treviso, in programma martedì 26 maggio nella magnifica Villa Parco Bolasco di Castelfranco Veneto, con inizio alle 17.

L’incontro fa parte del ciclo “Distretti”, ideato dal gruppo Nord Est Multimedia per raccontare le imprese che nei territori creano lavoro, ricchezza, sviluppo, attraverso le voci delle imprenditrici e degli imprenditori. L’ingresso è libero, basta registrarsi sul sito www.eventinem.it, fino ad esaurimento dei posti.

È la seconda volta che la manifestazione fa tappa nella Castellana, dopo la prima edizione di due anni fa. Ed è proprio il confronto a distanza fra le classifiche, elaborate da Italypost, che fornisce alcuni elementi d’interesse di un territorio che quest’anno ha conosciuto la ferita della chiusura dello stabilimento Berco, ormai ridotto a un pallido ricordo della fabbrica in passato capace di dare lavoro a 500 addetti.

Distretti, le 100 migliori aziende della Castellana: la classifica completa con tutti i nomi
Lo stabilimento Pasta Zara a Riese, prima azienda della classifica dei Distretti

In questa edizione, il fatturato aggregato delle 100 imprese in graduatoria (i bilanci esaminati sono quelli del 2024, gli ultimi disponibili per tutte) è pari a 2,5 miliardi, molto meno dei 3,5 raggiunti nella tappa di due anni fa, quando l’esercizio preso in considerazione era il 2022.

Il motivo di questo dimagrimento è nei criteri di selezione: per entrare in classifica, le imprese devono soddisfare alcuni parametri: un risultato d’esercizio positivo, un fatturato superiore ai 6 milioni, un ebitda (margine operativo lordo) superiore al 5,8 per cento dei ricavi, un rapporto tra indebitamento netto e ebitda inferiore a 2,4 volte. È proprio il penultimo fra questi criteri ad aver comportato l’esclusione della capolista di due anni fa, la Stiga, che nel bilancio 2024 presentava un fatturato di 394 milioni ma un ebitda del 4 per cento.

Questo dimagrimento del fatturato complessivo delle 100 migliori imprese, tuttavia, non dev’essere inteso come uno smottamento del sistema industriale della Castellana. In cima alla graduatoria per fatturato, ad esempio, torna un’altra delle grandi aziende del territorio, Pasta Zara, con 161 milioni di ricavi, che due anni fa non era entrata poiché era ancora alle prese con il percorso di risanamento, ora compiuto. Completano il podio il gruppo del legno Florian (159 milioni), e la Comacchio, che produce macchinari per le fondazioni, che dal 2022 al 2024 ha saputo proiettare il proprio fatturato da 107 a 138 milioni, scalando dalla quinta alla terza posizione.

In generale, la classifica presenta diversi casi di aziende che sono riuscite a farsi spazio, crescendo in termini di dimensioni e riuscendo allo stesso tempo a conservare i necessari livelli di redditività e di forza patrimoniale. Ed è proprio questo lo scopo della manifestazione Distretti: avvicinare lo sguardo al territorio per cogliere i cambiamenti in atto, anche nelle imprese più piccole. E dare l’opportunità a tutte, a prescindere dalle dimensioni, di raccontare al territorio gli investimenti che stanno facendo e i percorsi che hanno scelto per continuare ad evolversi.

Alla Villa Parco Bolasco, martedì 26 maggio, ci saranno Stefano Cadore di Cadore Arredamenti, Tino Cauduro di Venix, Alberico Crosetta di Antrax IT, Francesco Bertino di Metalco, Andrea Dallan di Dallan, Alessio Marchetti di Marchetti, Giuliano Gelain di Roto-Cart, Miriam Comacchio di Comacchio, Furio Bragagnolo di Pasta Zara. A dialogare con loro, oltre alla Tribuna, ci saranno anche i partner di questa tappa: Valeria Ortolani di Ocalab, Sonia Parolin dello studio legale Adacta Tax & Legal, e il direttore generale di Bvr Banca Veneto Centrale, Claudio Bertollo.

La mossa di Bvr: «Un nuovo sportello in un territorio forte»

«Oggi una banca di territorio non può più limitarsi a erogare credito: deve essere un partner stabile delle imprese, capace di accompagnarle nelle scelte strategiche e nei momenti di trasformazione». Da questa visione Bvr Banca Veneto Centrale, presieduta da Maurizio Salomoni Rigon, rafforza la propria presenza nella Marca Trevigiana con la nuova filiale di Castelfranco Veneto, operativa da alcune settimane e destinata ad affiancare la storica presenza dell’istituto a Borso del Grappa.

Maurizio Salomoni Rigon
Maurizio Salomoni Rigon

Presidente, quali segnali arrivano dalle imprese?

«La Marca continua a rappresentare uno dei territori più dinamici del Nordest, caratterizzato da una forte cultura imprenditoriale e da una notevole capacità di adattamento ai cambiamenti. Le imprese dimostrano resilienza e propensione all’innovazione anche in un contesto internazionale complesso. I segnali sono nel complesso positivi: le aziende investono, cercano nuovi mercati e puntano su qualità, sostenibilità e valorizzazione delle competenze. Restano però criticità legate al costo dell’energia, alla difficoltà di reperire personale qualificato e alla necessità di accelerare la digitalizzazione. La scelta di rafforzare la presenza di Bvr Banca Veneto Centrale nasce dalla volontà di essere ancora più vicini a un tessuto economico strategico, con il quale condividiamo valori come radicamento territoriale, visione di lungo periodo e attenzione alle persone».

Quali sono le richieste più frequenti?

«Le aziende chiedono soprattutto supporto nella gestione dell’incertezza. Accanto al credito tradizionale cresce la domanda di consulenza finanziaria, pianificazione degli investimenti, gestione dei flussi di cassa e strumenti per affrontare internazionalizzazione e rischi di mercato. Molte imprese stanno inoltre vivendo passaggi generazionali e percorsi di crescita che richiedono competenze specifiche e visione strategica. Sempre più centrale è anche il tema Esg: sostenibilità ambientale, governance e responsabilità sociale stanno diventando fattori competitivi imprescindibili. Il ruolo della banca è accompagnare l’imprenditore con continuità e competenza, mettendo a disposizione non solo prodotti finanziari, ma anche consulenza evoluta e relazioni di valore».

«Su cosa state puntando per fare la differenza?

«Stiamo investendo nell’innovazione dei servizi, nella digitalizzazione dei processi e nello sviluppo di consulenze specialistiche dedicate alle imprese. Pensiamo ai servizi per i pagamenti digitali, agli strumenti a supporto degli investimenti Esg e alle soluzioni per agribusiness, export e transizione energetica. Parallelamente continuiamo a credere nel valore della relazione personale. L’innovazione tecnologica è fondamentale, ma deve restare al servizio delle persone e delle comunità. La sfida è coniugare tecnologia e prossimità, offrendo risposte concrete e tempestive grazie alla conoscenza diretta del territorio».

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