Il campetto senza canestri. Addio torneo a Santa Bona, torna il caos

Mancano la struttura per giocare e anche la concessione per utilizzare l’area. Casagrande (Santa Bona attiva): «Può tornare una zona degradata e insicura». Il vicesindaco Manera: «Lavoro in carico al Comune per ragioni di sicurezza»

Lorenza Raffaello
Al campo polivalente di Santa Bona mancano i canestri
Al campo polivalente di Santa Bona mancano i canestri

Il torneo di calcetto è riuscito laddove nessuno ci era mai riuscito prima. Ripulire il quartiere di Santa Bona. Dalla spazzatura, dagli spacciatori, dal degrado. Un effetto destinato a svanire, come nelle favole più classiche, però, qualora le attività ludico sportive si fermassero alla data zero. La neocostituita associazione Ads Santa Bona attiva, promotrice del torneo di paletto che nelle scorse settimane ha riscosso grandissimo successo, sono scesi nuovamente in campo. Nel vero senso della parola.

Solo che per organizzare un ulteriore torneo, di basket come richiesto dai ragazzi, non è possibile. La piastra polivalente è inutilizzabile per discipline diverse dal calcio. «Ci hanno chiesto di organizzare un torneo di basket per coinvolgere altri giovani, ma non possiamo perché mancano i canestri», spiega Isac Lodi Casagrande, presidente dell’associazione che, oltre ai tabelloni per segnare, da luglio è ancora in attesa di ricevere la concessione dell’area.

Il vicesindaco Alessandro Manera chiarisce: «Abbiamo avviato l’iter, servono i tempi tecnici».

Un campo polivalente?

Mancano i canestri e, dunque, non si può giocare. Come fare allora? L’associazione si è rivolta all’amministrazione comunale che aveva partecipato e applaudito alla riuscita dell’iniziativa di agosto.

«Abbiamo saputo che per installare i tabelloni, che mancano ormai da 10 anni, dovremmo aspettare l’inverno. In questo modo, però, è molto probabile che il torneo di basket salti», spiega Casagrande, che poi aggiunge: «Anche per quanto riguarda la concessione dell’area, abbiamo presentato domanda a luglio ma, ad oggi, non abbiamo ancora ricevuto una risposta. Se la situazione rimarrà questa, sinceramente iniziamo a trovarci in difficoltà e facciamo fatica a capire per quale motivo la Giunta non voglia permetterci di utilizzare e valorizzare questo spazio», rimarca il presidente di Santa Bona attiva.

L’amministrazione però spiega: «I canestri sono stati ordinati e deve occuparsene il Comune per ragioni di sicurezza, serve del tempo».

L’effetto sperato

Con Casagrande anche tutti i volontari sottolineano i risultati positivi ottenuto in solo pochi mesi dalla presa in carico, non ufficiale dello spazio. «Noi, nel nostro piccolo, stiamo cercando di fare qualcosa di positivo per Santa Bona. Da quando abbiamo iniziato a organizzare i tornei, abbiamo notato che la zona è molto più frequentata dalle famiglie, è più vissuta e anche più pulita. La presenza delle persone sta contribuendo a tenere lontani anche quei comportamenti che in passato avevano creato problemi. Come abbiamo detto fin dall’inizio, però, ci sarebbe ancora molto da fare: ridipingere le linee del campo, sostituire le reti delle porte, sistemare i tabelloni da basket e fare altri piccoli interventi che permetterebbero di valorizzare davvero l’area». Pochi interventi, ma significativi.

L’appello ai residenti

«Se è davvero così difficile riuscire ad avere due semplici tabelloni dal Comune, allora facciamo un appello a tutte le persone e alle realtà che tengono a Santa Bona: se qualcuno avesse la possibilità di aiutarci a donarli, sarebbe un gesto concreto per i nostri ragazzi e per tutto il quartiere», Casagrande si rivolge direttamente ai residenti del quartiere che continua a rimanere uno dei più difficili della città.

«Noi vogliamo semplicemente continuare a far vivere questo spazio e dare ai ragazzi un posto dove stare, giocare e divertirsi. Gli spacciatori si sono spostati altrove e la zona continua a restare pulita». I residenti sembrano intenzionati a salvaguardare la pace dell’ultimo periodo. Ma quanto durerà questo periodo tranquillo e questa assunzione di responsabilità? Il tempo in cui il parchetto resterà monitorato e frequentato, altrimenti la situazione è destinata a tornare come prima.

 

Riproduzione riservata © Tribuna di Treviso