S. Caterina, costi lievitati Franchin: «Sarà un gioiello»

Adeguare Santa Caterina agli standard internazionali delle grandi mostre comporterà per il Comune una spesa inizialmente non preventivata: più di 1,2 milioni, anzichè i 600 mila euro che la giunta pensava di dover spendere. Un budget quest’ultimo che le avrebbe consentito di coprire interamente l’esborso con i soldi dei privati, grazie alla formula dell’art bonus lanciato recentemente dal ministro ai beni culturali, Dario Franceschini.
Dal 19 dicembre, giorno in cui è stato approvato il preventivo di spesa (delibera 385/2014) , la giunta Manildo non può più dire: «Il comune non tirerà fuori un soldo, per la mostra evento di Goldin», la risposta che aveva sempre opposto a critici e detrattori dell’investimento per l’evento goldiniano, dentro e fuori la maggioranza.
L’assessore alla Cultura Luciano Franchin - che segue la preparazione della sede per la mostra, nata dall’entente cordiale fra Marco Goldin e il sindaco Giovanni Manildo e che poi si è allargata agli assessorati coinvolti – spiega da un lato la cause del lievitare dei costi e dall’altro la linea della giunta.
«L’aumento della spesa è dovuto a fattori tecnici, per la situazione di molti spazi del museo civico, e per la necessità di adeguare ai miglior i standard internazionali il complesso. Una volta che si interviene, è meglio farlo nel migliore dei modi, una volta per tutte»
La delibera dice che ricavate i fondi dalla legge 10/77, la celeberrima Bucalossi. In sostanza, 1,1 milioni di euro su 1,225 sono prelevati dagli oneri di urbanizzazione.
«É uno dei fondi a disposizione dell’assessorato ai Lavori pubblici, non abbiamo spostato fondi da altri capitoli. E sono investiti in un’operazione di alto livello»
Poi c’è il contributo dei privati: 100 mila euro, gli altri 25mila euro, che poi servono a liberare gli spazi per i lavori, arrivano da risparmi in altri capitoli di spesa. Avevate annunciato che sarebbero arrivati fra i 500 e i 600 mila euro.
«E lo confermo, questo è un primo piano finanziario che verrà modificato nel 2015 con le cifre definitive. Alla fine non spenderemo certo 1,2 milioni, senza contare che in futuro ci saranno grandi ritorni da questo investimento strutturale sul museo».
Nella maggioranza ci sono perplessità, dubbi. E c’è chi non è d’accordo, e contesta.
«L’operazione porta il museo civico di Treviso ad un altissimo standard internazionale, con sale blindate, climatizzate e illuminate. I livelli di sicurezza saranno quelli dei grandi musei internazionali. Non mi sembra poco»
Cosa dice, a chi nella coalizione non sembra gradire Goldin?
«Verrebbe da dire “faccia lui le mostre”, ma non è questo il punto. La questione è che dopo questi interventi si potranno ospitare tutte la grandi mostre internazionali, e tutti i capolavori dei 5 continenti, dalla Gioconda in giù».
E sul piano della ristrutturazione spaziale interna? Sarà uno stravolgimento, come molti temono?
«Assolutamente. Anzi, si recuperano anche altri spazi, e non certo trascurabili, ai fini espositivi. Ne riparliamo alla fine dei lavori».
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