Treviso apre le porte. Matrimoni anche a S. Caterina

Vuoi allestire una mostra, ma non sai dove? Vuoi organizzare un compleanno, una festa, un anniversario ma ti manca il posto? Da venerdì potrai approfittare di uno dei vari spazi messi a disposizione del Comune di Treviso. Le possibilità non mancano: si va dalla sala dei Trecento agli impianti sportivi, da Villa Letizia al giardino di Cassa Robegan-Noal. E c’è perfino il chiostro di Santa Caterina... magari qualcuno avesse bisogno di un luogo affascinante per un rinfresco di gala, dopo il matrimonio nell'auditorium.
Il 9 gennaio entra ufficialmente in vigore il nuovo “regolamento per la concessione d’uso temporaneo delle sale e degli immobili comunali”, provvedimento approvato dal consiglio lo scorso ottobre, ma solo ora arrivato al termine del suo iter burocratico. Il progetto, di fatto, amplia quella che prima era una offerta poco nota e pubblicizzata inserendo nella lista degli spazi pubblici a disposizione dei cittadini, delle imprese, delle associazione, delle organizzazioni, tutta una serie di luoghi prima non annoverati fra quelli in concessione. Se infatti non era una novità che si potessero organizzare eventi nella Sala dei Trecento, è una svolta significativa il fatto che vi siano ambienti aperti anche ad una famiglia che ad esempio non abbia spazio a casa per festeggiare una particolare ricorrenza, o per un gruppo di cittadini che voglia discutere di qualunque tema (politica compresa), all’interno di determinate regole: le ex circoscrizioni.

Il regolamento. Le attività nella sala devono rispettare la legge e lo statuto comunale, non verranno concessi utilizzi per iniziative che incitino alla discriminazione, alla violenza, o facciano apologia del fascismo. E, per i compleanni, saranno ammessi solo quelli di bambini non maggiorenni, e con un genitore presente e responsabile. Accetatte tutte le iniziative che «favoriscono iniziative ed attività della collettività, iniziative di promozione sociale e culturale, artistica ed educativa come assemblee, dibattiti, incontri ed ogni altro tipo di attività politica, sociale, sindacale, culturale». Vietatissimi tutti gli incontri o gli eventi a fini commerciali.

Spazi, destinazioni e costi. La giunta ha messo a disposizione quasi tutto il suo patrimonio utilizzato. Sono stati esclusi infatti solo le sale amministrative di Ca’ Sugana, le sale di valore artistico nel complesso di Santa Caterina, e gli edifici in precarie condizioni. Il resto è tutto a disposizione, con una distinzione: l’utilizzo. Il consiglio ha identificato infatti la vocazione peculiare di ogni spazio. Sulla carta, oggi, non ci si potrà sposare nel salone dei Trecento (deputato a mostre e convegni), ma nel salone dei musei civici di Santa Caterina si; si potranno organizzare concerti nei chiostri e a San Francesco; eventi sportivi negli impianti della città che all’occorreza potranno anche ospitare eventi non sportivi a pagamento. Il prezzo? A secondo dallo spazio e del tempo per cui è occupato. Dai 1300 euro per due settimane di mostra nel Salone dei Trecento, alla gratuità di una riunione o un compleanno nelle sedi ex circoscrizionali. Elenco, regole e costi che pubblichiamo solo in parte saranno disponibili da venerdì all’ufficio Protocollo.
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