Rissa a Motta, il padre dello studente sospeso: «Mio figlio non è stato interpellato»

La lite è scoppiata giovedì 8 ottobre all’uscita dell’istituto Lepido Rocco di Motta di Livenza. Il giovane è stato sospeso per 15 giorni: «In casi come questi, sarebbe meglio tenerli in classe per svolgere un percorso educativo»

Costanza Valdina
La rissa è stata ripresa da altri studenti
La rissa è stata ripresa da altri studenti

«Altri cinque giorni di sospensione, da aggiungere ai dieci già trascorsi lontano da scuola. Così ha stabilito il consiglio di classe. Ma mio figlio non è stato ancora interpellato, non ha avuto occasione di raccontare quanto accaduto. E questi giorni non riceve neppure i compiti da svolgere a casa in attesa del ritorno in aula».

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È amareggiato il padre dello studente sospeso dopo la lite scoppiata giovedì 8 ottobre all’uscita dell’istituto Lepido Rocco di Motta di Livenza. Secondo il genitore, suo figlio sarebbe stato prima minacciato e poi, aggredito dal compagno, avrebbe reagito per difendersi.

Attorno ai due ragazzi c’erano altri studenti. Ma nessuno è intervenuto per separarli. Si sono limitati a tirar fuori il telefono e filmare, tra gli sguardi sconcertati degli automobilisti di passaggio. La lite è scoppiata all’uscita, intorno all’una e mezza, fuori dall’orario di lezione. «La mattina successiva mia moglie lo ha accompagnato a scuola: le è stato comunicato che sarebbe stato sospeso per dieci giorni, in attesa di una decisione del consiglio di classe. Ma lui, finora, non è mai stato interpellato», racconta il padre, «in casi come questi, sarebbe opportuno convocare i ragazzi e dar loro modo di ricostruire quanto accaduto. Non lasciarli semplicemente a casa. Piuttosto tenerli in classe per svolgere un percorso educativo. Lavoretti utili alla comunità scolastica, ad esempio. E soprattutto, sarebbe importante far capire che una lite non può essere trasformata in uno spettacolo da filmare con lo smartphone».

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