«Rifiuto i soldi dei clienti “No vax”» Il barbiere lascia fuori chi è senza Green pass
le nuove regole
«Ho rifiutato soldi e proposte “indecenti” dai No vax. Le regole sono regole. E ai colleghi dico: se rispettiamo le norme, il mercato ci premierà». Omar Zanatta, nel giorno del debutto del Green pass per i clienti di parrucchieri ed estetisti, si erge a paladino. Diventa il “barbiere incorruttibile” di Santa Maria del Rovere. Ieri mattina, dal salone “Achille” di via Tommaso Salsa, ha cacciato tre clienti senza certificato verde. Pochi giorni prima, ha replicato con un durissimo “niet” a un No Vax che chiedeva di farsi tagliare i capelli nel retrobottega o direttamente a casa del barbiere. «Ma con chi credi di avere a che fare?» gli ha risposto a muso duro Zanatta, «io a casa cucino. E di sicuro mai rischierei di prendermi il Covid per colpa tua».
il primo giorno
Insomma, che il battesimo del Green pass potesse riservargli spiacevoli “inconvenienti” già da un po’ lo sospettava. E, già dopo tre ore di lavoro, ne ha avuta piena conferma. «Ne ho dovuti mandare via tre», racconta Zanatta, «clienti mai visti. Volevano tagliarsi i capelli, anche se non avevano il Green pass. Ho il sospetto che ci avessero provato prima con altri colleghi e, come da me, fossero stati respinti. Incredibile: si sono presentati proprio il giorno dell’esordio dell’obbligo del pass. Come l’avessero fatto apposta». Clienti in meno significa pure mancati introiti: «Rifiuto i 60 euro dei tre No vax, rinuncio volentieri ai loro soldi», attacca, «è lavoro perso, ma le regole vanno rispettate. Voglio vivere tranquillo. Secondo loro posso permettermi di rischiare una multa che può arrivare a mille euro?».
IL TENTATIVO no VAX
È da una settimana che gli irriducibili antivaccinisti ci provano: «Un potenziale cliente si è presentato in negozio e si è dichiarato No vax», prosegue il barbiere di Santa Maria del Rovere, «mi ha chiesto se, allo scattare dell’obbligo di Green pass, avrei potuto tagliargli i capelli nel retrobottega. In alternativa, mi ha chiesto se fosse potuto venire a casa mia. Io gli ho risposto che a casa mia cucino. Cosa passa per la mente a questa gente? Io sono vaccinato e non voglio prendermi il Covid. Gli ho consigliato di vaccinarsi: perché non lo fa?».
«non corro rischi»
L’estensione del lasciapassare ai servizi alla persona, secondo Zanatta, è arrivato tardi: «Io lo chiedevo ai clienti già da qualche mese, prima che diventasse obbligatorio. Scelta mia, volevo sapere con chi mi rapportavo. Ho famiglia, non voglio correre rischi. È stato giusto introdurre l’obbligo, ma serviva farlo prima». Il barbiere si sente pure di rivolgere un messaggio ai colleghi: «Se tutti rispettiamo le regole, il mercato ci premierà».
ALLARME ABUSIVISMO
Nella categoria aleggia lo spauracchio “abusivismo”. Lo tira in ballo Vincenzo Dal Zilio, presidente veneto e trevigiano degli acconciatori di Casartigiani: «Il timore è che chi è senza pass si rivolga agli abusivi. Ossia si faccia tagliare i capelli a casa. Ai parrucchieri che pensano di comportarsi così dico anzitutto una cosa: stiano attenti, rischiano pure di prendersi il Covid. Qualche barbiere teme di perdere clienti, ma l’obbligo di Green pass avrebbero dovuto metterlo prima. Noi lavoriamo a tu per tu con le persone, siamo a stretto contatto. Sì, questa è un’occasione per dimostrare la nostra professionalità».
il bilancio
Quanto alla prima giornata dell’obbligo di pass: «Ho visto clienti preparati, tanta educazione. Ti mostravano la certificazione prima ancora di chiedergliela». L’immagine ormai abituale dei baristi e ristoratori alle prese con l’app ministeriale s’è fatta largo così nei saloni di barbieri e parrucchiere. «Ho notato collaborazione nei clienti, chiediamo loro se hanno il pass già quando prenotano al telefono», spiega Gianantonio Papa, reparto benessere Confartigianato Treviso, «se temiamo l’abusivismo? Ricordo che è vietato per legge». —
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