Riesumata la salma di Toniolo, sarà beato
Ieri in duomo la cerimonia davanti a 300 fedeli. Le spoglie saranno esposte a Roma

Due momenti della cerimonia della riesumazione della salma del beato Giuseppe Toniolo con il vescovo di Vittorio Veneto monsignor Corrado Pizziolo
PIEVE DI SOLIGO.
Dopo 70 anni, ecco la salma di Giuseppe Toniolo, prossimo beato (nella prossima settimana). E' stata riesumata ieri, nel duomo di Pieve di Soligo, davanti a 300 fedeli. Alle 15.46 il vescovo di Vittorio Veneto, mons. Corrado Pizziolo ha ordinato agli operai: «Togliete la pietra».
Un lungo, commosso applauso ha accolto la bara. Quando è stata alzata sulle teste. Immediatamente dopo è iniziata la ricognizione da parte dei medici. «La conservazione delle ossa pare in buone condizioni ed abbiamo trovato in buono stato anche pezzi di vestito». Così i medici dell'Usl 7 dopo una prima ricognizione, cosiddetta canonica, dello scheletro del futuro beato. I medici sono Lucia Bittesini, Ulisse Corbanese e Savino Ghiro. Hanno 10 giorni di tempo per completare l'opera delicata e complessa che è stata loro commissionata. Il 7 ottobre le spoglie del Toniolo saranno esposte alla pubblica venerazione dentro un'urna collocata nella cappella dedicata a colui che nella prossima primavera salirà agli onori degli altari, durante una solenne cerimonia a Roma, che non sarà presieduta dal Papa ma che Benedetto XVI concluderà con un pubblico atto di venerazione alla salma. Toniolo è nato a Treviso il 7 marzo 1845. E' morto a Pisa il 7 ottobre 1918. A Pisa visse quarant'anni, con la moglie Maria Schiratti di Pieve di Soligo e ben 7 figli. Professore universitario, Toniolo è stato di fatto il primo economista e sociologo del mondo Cattolico. Fondò le «Settimane sociali» della Chiesa, un'iniziativa ancor oggi praticata. Il processo di beatificazione, iniziato ancora il 14 giugno 1971 dall'allora papa Paolo VI ha registrato un'accelerazione alcuni anni fa, con la guarigione ritenuta miracolosa di un giovane imprenditore di Barbisano, caduto da una rete del campo di calcio e che nelle prime ore di ricovero all'ospedale di Conegliano sembrava ormai destinato a passare all'altra vita. C'era anche lui ieri nella piccola folla che ha assistito alla cerimonia di riesumazione, alla presenza di tre vescovi, mons. Corrado Pizziolo di Vittorio veneto, mons. Domenico Sorrentino, di Assisi, mons. Alfredo Magarotto, emerito di Vittorio Veneto. Tra le autorità civili il sindaco Sforza, con la fascia tricolore, ed il suo predecessore. Numerosi i sacerdoti, tra i quali mons. Massimo Magagnin, vicepostulatore della causa di beatificazione (il postulatore è mons. Sorrentino). «Togliete la pietra - così si è rivolto il vescovo Pizziolo agli operai che aveva liberato la cassa dalla parete in cui era stata murata - e procedete all'esumazione del venerato corpo del servon di Dio, Giuseppe Toniolo, laico, padre di famiglia». La cassa si trovava dietro il sarcofago, in una posizione difficile da essere recuperata. In chiesa, pertanto, è stata usata anche una gru. Forte l'emozione in chiesa, anche quando la cassa è stata alzata per una breve ostensione e, in processione, è stata portata all'esterno, fino alla capella. Ancora una preghiera, poi il pellegrinaggio dei fedeli. A conclusione i medici hanno fatto chiudere la porta e indossati i guanti hanno proceduto ad un primo esame.
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