Riaperta la centrale idroelettrica

Fonderia, chiusa 30 anni fa, è tornata a nuova vita grazie alle moderne tecnologie dell’Enel
Di Laura Canzian

Una centrale idroelettrica a servizio della città.

È quella che si trova in Fonderia, vicino al Tiro a segno e che sfrutta le acque della Piavesella per produrre energia. La centrale si chiama Fonderia, impianto del tipo mini idroelettrico. Era chiusa da una trentina d’anni e ora è tornata a nuova vita. E ci è tornata grazie alle nuove tecnologie.

Per rilanciarla è stato utilizzato infatti un nuovo modello di turbina a coclea che valorizza un piccolo salto d’acqua presente su un’opera idraulica già esistente lungo il canale.

Si tratta dell’applicazione industriale di un’idea antica, la vite di Archimede, ma che nella versione moderna utilizzata alla centrale Fonderia ha una potenza di 90 chilowatt.

Utilizzando una portata di poco meno di 4 metri cubi al secondo e un salto di circa 2 metri, la coclea riesce a produrre ogni anno energia pari al fabbisogno medio di 150/200 famiglie.

Il sito della centrale è lo stesso dell’impianto idroelettrico costruito a inizio novecento dalla società Anonima Elettrica trevigiana – Saet, confluita poi in Enel in seguito alla nazionalizzazione. Insomma un pezzo della storia trevigiana, che sembrava per sempre consegnato al passato, rivive oggi grazie appunto alle nuove tecnologie.

Importante anche la dimensione ambientale dell’impianto: viene utilizzata l’energia potenziale dell’acqua per produrre energia eco–compatibile con il sistema fluviale, senza bisogno di realizzare strutture di risalita pesci ed evitando l’emissione in atmosfera di 220 tonnellate all’anno di anidride carbonica che sarebbe stata generata nel caso in cui si fossero utilizzati combustibili fossili.

La costruzione del piccolo impianto ha richiesto 8 mesi di tempo e 2.500 ore di lavoro: è entrato in servizio a fine 2012. La sua costruzione rientra nelle politiche industriali di Enel.

«La centrale Fonderia è emblematica», dice Francesco Bernardi, responsabile Enel – Unità Business Hydro Veneto, «Oltre a gas e carbone si può e si deve investire per valorizzare il vento, il sole e l’acqua. È quello che Enel ha fatto in provincia di Treviso e che vuole continuare a fare ovunque vi sia la possibilità di dare una risposta a una difficile sfida di rendere compatibili due obiettivi entrambi strategici per il paese e fortemente interdipendenti».

Prosegue Bernardi: « Nel trevigiano le condizioni di portata e salto a Fonderia erano ideali per installare una turbina a coclea di nuova concezione per valorizzare tutte le fonti rinnovabili anche piccole».

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