A Revine la Passione rivive con cento figuranti. Adelio è Pilato da mezzo secolo

Domenica sera, 29 marzo, si è svolta la Sacra Rappresentazione per le vie del paese, venerdì 3 aprile si replica. L’attore che interpreta Gesù ha 33 anni, mentre Pilato ne ha 80. Un migliaio di paesani coinvolti nell’evento

Francesco Dal Mas
Gioele Bernardi nella sua interpretazione di Gesù flagellato dai soldati dopo la cattura
Gioele Bernardi nella sua interpretazione di Gesù flagellato dai soldati dopo la cattura

Gioele Bernardi, nei panni di Gesù, è rimasto crocifisso sul calvario, ovvero il colle del santuario di San Francesco, per un quarto d’ora. Accanto a lui i due ladroni, Alberto De Riz e Dante Bernardi.

Faceva freddo, domenica sera 29 marzo, ma i tre figuranti hanno resistito, seppur quasi spogliati. È stato il momento di maggiore commozione anche per i numerosi presenti alla “Passione Vivente” di Revine, con 100 fra attori e figuranti, regista Boris Bottega.

Tra sarti, spettatori, aiutanti e famiglie, almeno un migliaio i revinesi coinvolti. Un’efficace resistenza l’ha dimostrata anche Pilato, l’attore più anziano, Adelio Grava, 80 anni. Interpreta la figura di Erode nel presepio vivente, da ormai sessanta anni. E da 50 non ha mai smesso i panni di Pilato.

Gli interpreti

Dopo la celebrazione dell'Ultima cena in compagnia degli apostoli, Gesù viene arrestato nell'orto del Getsemani. In seguito è interrogato dalle varie autorità politiche e religiose dell'epoca: Anna, Caifa, il Sinedrio, Pilato, Erode Antipa.

Gesù davanti al giudizio di Ponzio Pilato, interpretato dall’ottantenne Adelio Grava
Gesù davanti al giudizio di Ponzio Pilato, interpretato dall’ottantenne Adelio Grava

Il tutto si svolge nel sagrato della chiesa. «Gli contestiamo un'accusa teologica, la bestemmia, per essersi equiparato a Dio. Gli formuliamo anche un'accusa politica, la sedizione e il reato di lesa maestà per essersi proclamato re dei Giudei – racconta Pilato, pardon Grava -. Ma proprio a me spetta, purtroppo, la condanna capitale, la crocifissione. Pilato, in verità, non voleva mandarlo a morte, ma così ha voluto la folla. E Pilato, per mantenersi la poltrona, ha ceduto. Quanti Pilato ci sono oggi nel mondo. Seppure alla mia età, mi chiedo sempre perché non troviamo il coraggio di ribellarci».

La parte a memoria

Il signor Adelio conosce la parte a memoria, non la ripassa neppure, tanto gli è connaturata. Come, d’altra parte, quella di Erode. «E di Erode, oggi nel mondo, ne abbiamo più di qualcuno: comandano loro, infischiandosene di tutti gli altri».

Ecco, dunque, che la Passione vivente di Revine – che verrà replicata il venerdì santo, 3 marzo, alle 20 – diventa il drammatico scenario dell’attualità che vive il mondo. «Noi siamo ligi ai testi sacri, da questi non ci discostiamo, ma la nostra rappresentazione ripropone, in sostanza, l’oggi delle guerre e della violenza; di un modo di sopraffare l’altro».

Il racconto dei Vangeli

Il canovaccio è quello dei Vangeli: l’ultima cena, il Getsemani, la cattura, il processo, il tradimento di Pietro, quello di Giuda, il processo davanti a Pilato ed Erode, la flagellazione e la condanna alla croce. A seguire, la salita al calvario e lassù, al santuario di San Francesco, la crocifissione e la morte in croce.

Il momento della crocifissione
Il momento della crocifissione

Gioele Bernardi interpreta Gesù da 10 anni. Ne compie 33 quest’anno, la medesima età del crocifisso. Dante Bernardi, fa uno dei due ladroni; il posto del padre, dopo la sua morte. «Quello della crocifissione è il momento scenico di maggiore suggestione e commozione - ammette ancora il regista -. Un momento che, fra l'altro, presenta dai rischi, perché i tre figuranti vengono legati alle rispettive croci che vengono posizionate in un sito che per morfologia può essere problematico. Quindi ogni volta dobbiamo operare con la massima prudenza per garantire la sicurezza». Cristiano Damiani dà il volto a Giuda. Re Erode è Mauro Colleselle, che arriva da Cison per interpretare il personaggio. Antonio Bernardi ormai da tempo interpreta Caifa.

Il Venerdì Santo

La rappresentazione della domenica delle Palme viene intesa come preparazione di quella del venerdì santo, che sarà imponente. «Per la maggior parte i figuranti sono gli stessi del presepio vivente - informa Bottega -. La sacra rappresentazione data ormai da 100 anni, ma dal 1992 al 2006 è rimasta sospesa. Da 20 anni andiamo avanti con la convinzione di dare sostanza ad una tradizione che fa parte del nostro dna identitario». 

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