Recidivo l'investitore ubriaco
Mirco Zotti, 38 anni, il gondoliere di Venezia che ubriaco ha travolto e ucciso Crsitina Pattaro, era già stato processato per guida in stato di ebbrezza
VILLORBA. Mirco Zotti, il gondoliere trentottenne che lunedì sera, ubriaco al volante, ha travolto e ucciso Cristina Pattaro di 46 anni, aveva già avuto problemi con l’alcol. Nove anni fa era finito davanti al giudice per guida in stato di ebbrezza e aveva patteggiato 5 giorni di arresto e 270 mila lire di multa con la sospensione della patente per un mese. Sull’incidente la Procura ha disposto una consulenza tecnica. La Procura ha aperto un’indagine sull’incidente di Pezzan di Carbonera ipotizzando i reati di omicidio colposo, di omissione di soccorso e di guida in stato di ebbrezza. Il sostituto Antonio Miggiani, titolare delle indagini, affiderà nelle prossime ore una consulenza tecnica per ricostruire con esattezza l’accaduto e stabilire le affettive responsabilità dell’incidente mortale. Importante è considerata a tale proposito la deposizione del testimone, ossia l’automobilista che ha assistito all’investimento e che ha poi inseguito per circa 500 metri la Land Rover di Mirco Zotti intimando all’uomo di fermarsi. «Ho i freni che non funzionano» ha risposto il gondoliere scendendo dalla sua vettura. Un particolare, questo, immediatamente controllato dalla polizia stradale intervenuta sul posto per i rilievi di legge. Gli agenti non avrebbero rilevato però alcun guasto. La vettura, sottoposta alla misura del sequestro, sarà anch’essa oggetto degli accertamenti da parte del consulente tecnico il quale dovrà stabilire cos’è esattamente accaduto lunedì sera sul cavalcavia di Pezzan. Stando alle primissime ricostruzioni, Zotti, trovandosi di fronte alla bici, non avrebbe scartato a sinistra per evitare Cristina Pattaro, ma avrebbe proseguito dritto, centrando in pieno la donna. Del fatto si è accorto l’automobilista che ora è il testimone chiave della vicenda e che nelle prossime ore verrà sentito dagli inquirenti. Una cosa è certa: lunedì sera Zotti era al volante della sua Land Rover completamente ubriaco. L’alcoltest dà infatti un valore di 2,55, cinque volte in più rispetto ai limiti previsti dalla legge, quasi in coma etilico. E non è la prima volta che succedeva: nel’98 l’uomo era finito davanti al giudice di Venezia proprio per guida in stato di ebbrezza. In quell’occasione Zotti aveva patteggiato 5 giorni di arresto e 270 mila lire di multa; gli era stata inoltre sospesa la patente per un mese. Un precedente che pesa sulla situazione penale dell’automobilista, indagato appunto per omicidio colposo, omissione di soccorso e guida in stato di ebbrezza. Per quest’ultima violazione il recente decreto legge del governo ha previsto un inasprimento delle pene. La legge prevede anche l’arresto, ma se c’è la flagranza di reato: in questo caso non sussistente in quanto la donna non è morta immediatamente, ma è deceduta poco dopo la mezzanotte all’ospedale dove era stata ricoverata in gravissime condizioni.
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